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Mancia, non facciamo i taccagni. Bisogna darla. Per educazione, per buonsenso e per solidarietà

Se tutti dessimo la mancia al cameriere del bar, quando prendiamo il caffè, la sua vita professionale potrebbe cambiare. Così al ristorante. E invece, solo un italiano su tre considera "doveroso" dare la mancia. E diventiamo tirchi

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PERCHÉ DARE LA MANCIA

La regola è una sola, e come tale ci sarebbe davvero poco da discutere e da spiegare: la mancia bisogna darla. Lo dice il galateo, le buone maniere del saper vivere, il buonsenso e anche un minimo di spirito di solidarietà nei confronti di persone che talvolta fanno lavori durissimi.

Avete presente la giornata di un barista? Inizia all’alba e può terminare anche in nottata, per uno stipendio basso e non arrotondato dagli straordinari. Per lui, quei modesti 10 centesimi che a voi non costano nulla per arrotondare il prezzo di un caffè, possono fare la differenza. E se la mancia arrivasse da tutti i clienti del bar, la vita professionale di quel cameriere potrebbe essere un’altra.

La mancia si lascia al ristorante, ai pochissimi facchini che ancora si intravedono nelle stazioni ferroviarie, al tassista dopo un lungo percorso, a una badante, una baby sitter, una colf, che hanno fatto una prestazione occasionale. La mancia è un dovere etico, e come tale va considerato. In un paese puritano, come gli Stati Uniti, dove il lavoro è sempre rispettato come una religione civile, la mancia rientra nel calcolo dello stipendio, ed è perfino prevista una sorta di percentuale fissa tra il 10 e il 20 per cento del conto.

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GALATEO DELLA MANCIA

Non è vero, come qualcuno vorrebbe fare credere, magari solo per risparmiare sulla pelle degli altri, che la mancia sia diventata ormai desueta. Pensate solo a due categorie di lavoratori contemporanei: i riders che vi consegnano il cibo a domicilio, e vengono pagati 3-4 euro a corsa; i dipendenti dei supermercati, che vi portano a casa la spesa, pacchi e pacchi di cartone, pesanti se non pesantissimi, un servizio per il quale non ricevono alcun extra da parte dell’azienda. Come si fa a non dare la mancia a persone che fanno per voi questa fatica ed a queste condizioni?

QUANDO NON BISOGNA DARE LA MANCIA

L’unica attenuante che potrebbe indurre a non dare la mancia è il pessimo comportamento del nostro interlocutore. Un tassista scorretto che, per esempio, trucca i numeri del tassametro o non lo accende proprio, non ha diritto alla mancia. Un cameriere maleducato, poco gentile, che quasi non gradisce la nostra presenza al ristorante, non merita di essere gratificato con un extra rispetto ai numeri del conto. Quando siamo ospiti di familiari e amici, in case dove esiste del personale di servizio, non possiamo uscirne senza un piccolo regalo a chi ha rassettato la camera, cucinato, pulito il nostro bagno. Se tutto ciò non è stato fatto, intenzionalmente, allora anche in questo caso potete rinunciare alla mancia.

Purtroppo la regola ferrea della mancia da dare sempre e comunque non è riconosciuta dalla maggioranza degli italiani. E solo uno su tre considera “doveroso” questo gesto. Speriamo che qualcuno di loro legga il contenuto di questo articolo e provi a riflettere sul contenuto e sul suo no così reiterato. Piuttosto si può discutere sul quantum. 

Non c’è bisogno di fare come gli americani, e stare con la calcolatrice in testa per fissare una percentuale destinata alla mancia. La scelta deve essere libera e condivisa. Se per esempio siete a ristorante, e pagate il conto alla romana, dividendo per teste, allora è bene che già al momento di fare la divisione e fissare le quote, chi fa questi calcoli tenga presente anche una cifra destinata, complessivamente, e pro-quota, alla mancia per il cameriere.

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QUANTO LASCIARE DI MANCIA

Se non esiste una percentuale fissa, un criterio universale sulla cifra, è anche vero che non possiamo diventare micragnosi e taccagni proprio al momento della mancia. Dare troppo poco, cifre irrisorie, è un gesto di disprezzo: a quel punto il niente è preferibile. A volte assistiamo a delle mance a ristorante, appena qualche spicciolo per conti che superano i 100 euro, che dovrebbero fare vergogna a chi osa proporle ai camerieri. Così come gli italiani, quando vanno all’estero, sono tra i clienti più gettonati per la spesa dei loro extra, in albergo come al ristorante, ma diventano taccagni, come se i soldi fossero improvvisamente finiti, al momento di lasciare una mancia. Questo è un modo di viaggiare almeno inelegante, se non proprio cafone.

Infine, per farvi capire quanto sia importante nell’intero sistema turistico-alberghiero, dall’industria della ristorazione ai bar e ai ristoranti, la quota della mancia, tenete presente che nelle scuole alberghiere svizzere, le migliori del mondo, c’è uno specifico insegnamento su questa materia. Serve a capire come comportarsi, dal lato del lavoratore o del datore di lavoro per ricevere una lauta mancia (anche in Svizzera nessuno si sogna di scansarla), e anche a come poi va divisa tra le diverse figure professionali senza creare inutili rivalità.  

QUALCHE REGOLA DI BON TON DA CONOSCERE: