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Candidato sindaco di Roma: Renzi ha un nome. Si chiama Gentiloni

Conosce molto bene la città, è competente e perbene. Potrebbe essere il Pisapia della Capitale. È stato sconfitto nel 2012, in quelle primarie inquinate dalla lotta tra le bande del Partito democratico. Adesso invece tocca a Renzi decidere.

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NUOVO CANDIDATO SINDACO DI ROMA –

Ha ragione Matteo Renzi: il candidato del centrosinistra per il ruolo di sindaco di Roma dovrà sceglierlo lui. Le primarie in una città dove sono inquinati l’amministrazione e il partiti (vedi la terribile inchiesta-denuncia di Fabrizio Barca sul Pd) diventerebbero il terreno di scontro tra le solite bande della sinistra, oggi più forti che mai dopo l’uscita di scena di Ignazio Marino. È bene che il capo del governo, e leader del Pd, si assuma una responsabilità e indichi in prima persona il nome sul quale intende puntare e costruire la coalizione vincente. In una sfida dove, ricordiamolo, saranno fortissimi i grillini, favoriti dal fatto che hanno sempre denunciato gli scandali in Campidoglio e non si sono mai sporcati le mani con l’amministrazione, e dove perfino il moribondo centrodestra potrebbe tirare fuori una candidatura competitiva, a caccia dei consensi degli arrabbiati e di quella destra estrema che a Roma è sempre stata forte.

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LA SCELTA DEL NUOVO SINDACO DI ROMA DA PARTE DI MATTEO RENZI –

Dunque, niente primarie. Ed è un bene. Passiamo al nome: Renzi lo ha a portata di mano, e non dovrebbe faticare molto a difenderlo con la forza con la quale oggi il capo del governo controlla il partito, ormai ben presidiato dai suoi uomini. Si chiama Paolo Gentiloni, sconfitto alle primarie del 2012, proprio dalla cloaca del Pd e delle sue correnti, ovvero bande.

PERCHÉ DEVE ESSERE GENTILONI IL NUOVO SINDACO DI ROMA –

Perché Gentiloni? Innanzitutto per il fatto che a Roma serve un politico autorevole, competente e capace di dialogare con tutte le istituzioni. Non è tempo di tecnici, di estranei ai gironi della politica, di «marziani», come è stato Marino dal primo all’ultimo minuto, con i risultati che abbiamo visto. In secondo luogo Gentiloni ha una storia politica tutta ancorata alla città di Roma, che conosce bene, con le sue luci (poche) e le sue ombre (tante). È stato collaboratore di Francesco Rutelli negli anni migliori del suo sindacato, ed è stato vicino anche a Walter Veltroni. Gentiloni è un romano doc, autentico e perbene, che ha la giusta caratura per costruire alleanze nelle periferie, nei quartieri più degradati, dove la disperazione è più forte. E ha anche le connessioni giuste con i poteri forti della città. Potrebbe essere il Pisapia dei romani.

Infine, Gentiloni non è l’uomo giusto al posto giusto come ministro degli Esteri, un ruolo sempre più di competenza del capo del governo. Il modo piuttosto rocambolesco con il quale è arrivato alla Farnesina lo dimostra. È sprecato e facilmente sostituibile, mentre come candidato sindaco di Roma del centrosinistra non ha alternative migliori.

(Fonte immagine: Getty Images)

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