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Negozi della solidarietà, dove tutto si compra senza soldi. E si aiutano i consumatori poveri

Senza monete, il negozio di Orvieto. Camilla, l’emporio della solidarietà a Bologna. Ri-chic, la boutique per bambini, a Milano. La mappa in Italia

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NEGOZI DELLA SOLIDARIETA’

Empori, boutique, piccoli supermercati. Sono i negozi della solidarietà, sparsi in tutta Italia sotto diverse insegne e con diverse modalità di funzionamento: ma tutti con lo stesso obiettivo di aiutare persone e famiglie in difficoltà. Consentendo spesa e acquisti a costo zero.

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NEGOZI SOLITARI

Ma vediamo la mappa dei migliori negozi della solidarietà presenti in Italia.

  • Senza Monete a Orvieto. E’ un vero e proprio Emporio solidale, dove è possibile prendere qualsiasi oggetto, dai vestiti agli elettrodomestici, dai mobili agli strumenti per i lavori domestici, senza pagare neanche un euro. Senza soldi, appunto. Lo scambio avviene dopo la valutazione di ciascun oggetto e l’iscrizione all’associazione Senza Monete, che già conta 1.500 adesioni. In prima fila mamme.
  • Abito Qui a Roma. Una boutique solidale che aiuta chi è in difficoltà. Chiunque può donare gli abiti che non indossa più. Una volta venduti, il ricavato viene utilizzato per finanziare corsi per immigrati e rifugiati che intendono dedicarsi all’artigianato sartoriale. La lotta allo spreco così si allarga e dalle cose passa alle persone più deboli, che hanno la possibilità di imparare un lavoro, avviare un’attività e integrarsi nelle nostre comunità.
  • Re-Use For Good a Bologna. Qui le famiglie segnalate da servizi sociali, ospedali o centri di accoglienza, possono fare acquisti a costo zero. Non solo: la boutique è dotata anche di un laboratorio in cui vengono riparati gli oggetti, i capi e i giocattoli che non sono in ottime condizioni. Chiunque può donare, è sufficiente recarsi presso la boutique, dalle ore 9 fino alle 13, durante il giorno di apertura.

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  • Ri-Chic a Milano. “Ri” sta per riciclo, riuso, risparmio. In questo piccolo negozietto tutti possono donare ciò che non utilizzano più ma che non vogliono buttare via perché in buono stato. Il ricavato derivante dalla vendita viene poi devoluto per sostenere diversi progetti umanitari. L’obiettivo è anche quello di creare delle possibilità di lavoro.
  • Passamano  a Bolzano. Questo paricolare negozio si basa sul recupero e riutilizzo degli oggetti. Per fare acquisti non serve denaro: chiunque può lasciare o portare con sè articoli di ogni tipo, dai vestiti agli articoli per la casa o anche elettrodomestici. Inoltre Passamano si sta diffondendo in tutta Italia: Caserta e Milano hanno già aderito al progetto.
  • Camilla a Bologna. Un emporio autogestito dai suoi stessi clienti. Tutti forniscono il loro tempo per determinate mansioni, in cambio viene assegnato a ognuno di loro una media di 160 euro di spesa al mese.

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  • Share a Napoli. Dopo Milano, Lecco e Varese, anche a Napoli ha aperto “Share”, lo store che propone abiti e accessori usati con la finalità di garantire nuova occupazione. In questa boutique, infatti, alcune delle persone assunte che si occupano di “ridare la vita ai vestiti” hanno dei trascorsi difficili. Sono ex tossicodipendenti ed ex carcerati. Mentre per le commesse di negozio si è data precedenza a persone disoccupate da molti anni.
  • Wabi Sabi a Pallanza. Un free shop di oggetti di seconda mano. Wabi Sabi offre un’alternativa al sistema consumistico, mirando a ridurre gli sprechi e donare nuova dignità agli oggetti usati. Inoltre crea una rete sociale di scambio e condivisione di cultura e conoscenze.
  • Non Negozio a Preganziol. Parole d’ordine: portare e prendere liberamente oggetti in buono stato e di uso quotidiano. Vestiti, libri, piccoli elettrodomestici, utensili, piatti, accessori per bambini, qui tutto è apprezzato. L’obiettivo di questa iniziativa è infatti far riflettere sul tema del riciclo, del risparmio e del rispetto per l’ambiente in cui viviamo.

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  • Charity Shop a Benevento. Questo negozio nasce dalla collaborazione tra Caritas Benevento, Croce Rossa Italiana-Comitato di Benevento e Consorzio “Sale della Terra”. Qui è possibile scambiare vestiti per incentivare il riuso, donare gli abiti a famiglie in difficoltà e scambiare libri. Ma allo stesso tempo è un vero e proprio negozio tradizionale per la vendita di prodotti agricoli, dei manufatti artigianali e dei pacchetti turistici.
  • La Bottega della Solidarietà a Sondrio. Si tratta di una cooperativa formata da circa 30 volontari. Il loro obiettivo è quello di promuovere, attraverso il lavoro, la dignità e il ruolo delle donne all’interno della società bengalese. In questa attività, infatti, è possibile trovare prodotti artigianali provenienti da gruppi di artigiane del Bangladesh.
  • Market in Rete a Fasano e Francavilla Fontana. Due empori dove le famiglie a disagio possono comprare, senza spendere niente, beni alimentari, per l’igiene della casa e della persona. Già nel 2017 sono stati in 400 a ricevere più di una tonnellata di generi di prima necessità, e quest’anno è in programma un’altra apertura del market a Cisternino. Gli empori sono aperti fino a due pomeriggi a settimana, con cassieri e commessi volontari che offrono consigli su come ottimizzare la spesa.

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  • SoliDando a Milano.  E’ un emporio solidale, in via Calatafimi 10, aperto il lunedì dalle 14 alle 17, e martedì e venerdì dalle 9 alle 13. La famiglia bisognosa ha una tessera per un valore mensile di 200 euro, con la quale si va alla cassa e si paga la merce acquistata scaricando dei punti. La tessera ha validità trimestrale, ma può essere anche rinnovata, e tra i beneficiari ci sono immigrati, coniugi separati e famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese.
  • Arca a Monte di Procida. A guardarlo, sembra un vero supermercato. Con generi alimentari, prodotti per la casa e di prima necessità, ben assortiti sugli scaffali. E Invece, nell’Emporio della solidarietà Arca, a Monte di Procida, una cinquantina di famiglie della zona possono fare la spesa senza tirare fuori un euro. Gratis. Hanno una tessera a punti e con questa pagano i prodotti gestiti dall’associazione La Casetta. In cambio, sono dispnobili per lavori domestici, aiuti come badanti o anche ore di volontariato.

COME AIUTARE DAVVERO I POVERI:

  1. Magazzini sociali: il progetto per aiutare i poveri e combattere gli sprechi di cibo
  2. “Educare al consumo”, il progetto dell’associazione Eugema Onlus per aiutare i poveri
  3. Poliambulatorio Anver, quando le donne fanno buona sanità a basso costo. E gratis per i poveri
  4. Lady Bottura, la moglie dello chef più famoso del mondo: è lei l’anima della rete dei Refettori per i poveri (foto e video)
  5. Paolo e i laureati all’Università della solidarietà, dove si impara ad aiutare il prossimo