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Nasce il taxi per due

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Valentina Mazzarelli
Chi vive a New York impara velocemente alcune cose sui taxi: costano molto meno rispetto all’Italia, è facilissimo chiamarli (basta fermarsi a lato della strada e alzare una mano per vederne arrivare uno in pochi minuti), quando piove o nevica tutti quelli liberi si dileguano improvvisamente nel nulla, andare all’aeroporto (soprattutto a Newark, in New Jersey) non è economico, quando si è di fretta e si vedono passare file di taxi con a bordo una sola persona spesso e volentieri saltano i nervi.
Chi vive a New York apprende ancora più rapidamente che il tempo (mai abbastanza in una città che viaggia a un ritmo frenetico) è ancora più prezioso del denaro. E nell’era della tecnologia sfrenata c’è chi ha preso quattro delle parole fondamentali del vocabolario del newyorker doc – taxi, tempo, denaro, spazio – e ne ha fatto un’applicazione per tablet e smart phone.
UN TAXI PIÙ PERSONE. Così è nata Weeels (come weel, ruota, ma con tre “e”), l’applicazione che gestisce un sistema di “cab-sharing”, taxi in condivisione (si scarica gratuitamente dall’App Store di iTunes o dal sito www.weeels.org). L’idea di David Mahfouda, 28 anni, è tanto semplice quanto efficace: inserendo l’indirizzo dove ci si trova e quello dove si vuole andare, in pochi secondi l’applicazione rintraccia un’altra persona nelle vicinanze che deve recarsi nella stessa direzione. Se non si trova immediatamente un compagno di viaggio è possibile scegliere fra due opzioni: prenotare un taxi a un prezzo contrattato in anticipo oppure aspettare che in zona compaia una persona con cui dividere la macchina. «Quando si va in giro si vede una quantità di posti inutilizzati all’interno dei taxi, quello che cerchiamo di fare è prendere tutti questi posti e suddividerli tra le persone che hanno bisogno di un passaggio», dice Mahfouda, che ha avuto l’intuizione giusta nel 2006 mentre percorreva in treno la Transiberiana.
Meno soldi più socializzazione
Il risparmio è tangibile: per andare da Park Slope, a Brooklyn, all’aeroporto John F. Kennedy, per esempio, si spendono in media 38 dollari più la mancia al tassista, indipendentemente dal numero di persone a bordo. Se si usa l’applicazione e si divide il taxi con altri due passeggeri, costa 15 dollari a testa, il 40% in meno rispetto alla tariffa piena (per un totale di 45 dollari, 7 dei quali vanno a Weeels come commissione). Secondo Mahfouda i vantaggi, oltre che economici, possono essere anche altra natura: «può essere un modo per fare conoscenza e incontrare nuovi amici», dice.
PAGELLA PER I COMPAGNI DI VIAGGIO. E la sicurezza? I newyorkesi sono gente “sportiva” e non si formalizzano troppo a fare un po’ di strada con uno sconosciuto, ma per tutti gli altri la cosa potrebbe essere un problema. Per il creatore di Weeels, in realtà, la questione non sussiste: «nessuna persona che comprende il valore di questo servizio si farebbe frenare dal fatto di dovere dividere l’auto con uno sconosciuto, del resto è esattamente la stessa cosa che succede in autobus, in treno, in metropolitana o in ascensore». A parte questo, l’applicazione consente di creare un profilo personale e di dare “valutazioni” delle persone con cui si ha viaggiato.
NETWORK IN CRESCITA. A dirla tutta finora Weeels non si è espressa in tutto il suo potenziale: gli utenti sono più di 2.500 ma ne servono molti di più perché si crei un network veramente efficiente. Per questo Mahfouda sta cercando accordi con università e siti di e-commerce per promuovere la sua creazione. Non resta che stare a vedere chi sarà il più veloce su un mercato potenzialmente promettente: Weeels è la prima, ma già ne stanno spuntando altre, come Fare Share e Cabcorner, che ancora non consentono però di prenotare il taxi a un prezzo fissato in anticipo.