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Napoli pulita, adesso tocca ai napoletani

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Questa volta ci ha pensato l`Esercito, e dobbiamo soltanto ringraziare i nostri soldati. Ma le strade di Napoli torneranno presto a essere sommerse dai rifiuti senza la combinazione di due fattori che sono essenziali per vedere una citta` finalmente pulita: un`azione efficace e quotidiana degli enti locali e un radicale cambiamento degli stili di vita dei cittadini. Sul primo punto abbiamo capito tutto, compresi i ritardi, le responsabilita` e l`ignavia di molti, troppi amministratori publici. Sul secondo aspetto, invece, e` venuto il momento di chiarire, senza ipocrisie, quanto in questa vicenda pesano le responsabilita` individuali, il senso stesso di appartenenza a una comunita`, la condivisione, accanto ai diritti, di fondamentali doveri. Perche` in alcuni quartieri della citta`, spesso popolari, la raccolta differenziata funziona con buoni risultati? La mano pubblica, con la sua cronica inefficienza, non e` la stessa? Esistono forse cittadini di serie A e di serie B? La risposta e` semplice: una larga fetta della popolazione napoletana non riesce a convincersi che senza la separazione dell`immondizia alla fonte, la catena di smaltimento non potra` mai andare a regime. E nasconde il suo scarso senso civico, la sua pervicace accidia, dietro l`alibi di un`amministrazione comunale che non garantisce il servizio di raccolta o di qualche operatore ecologico che non fa il suo mestiere. Troppo comodo. Mi e` capitato perfino di ascoltare la voce di qualche buona famiglia, gente istruita e benestante, che ancora ignora la raccolta differenziata motivando la sua totale apatia  con il solito qualunquismo del . Nulla di piu` falso. La rassegnazione puo` avere anche un fondamento in una citta` cosi` degradata, ma diventa un`intollerabile forma di diserzione quando si esprime calpestando le regole fondamentali della civitas. Sarebbe il caso, invece, che ciascuno faccia il suo piccolo e semplice gesto di elementare buon senso, magari costruendo piccole forme auto-organizzate di gestione comune dei rifiuti nei palazzi, nei condomini, nelle singole strade. Gli incivili incalliti si ritroverebbero piu` isolati e avrebbero l`incentivo di evitare il discredito sociale per modificare i loro comportamenti: l`esempio, in casi come questo, e` un`ottima leva per contribuire, tutti insieme, a migliorare il decoro urbano.
La raccolta differenziata, un gesto semplice quanto utile, e` solo un pezzo di tanti, piccoli contributi individuali che possono trascinare Napoli verso il miracolo della normalita`. Pensate anche, per esempio, agli imballaggi, fonte continua di costi, sprechi e sporcizia: valgono quasi la meta` dell`immondizia che viene depositata nelle strade. Per eliminarli alla radice, bisogna innanzitutto rifiutarli al momento di un acquisto oppure ridurli prima di inserirli in un cestino e abbandonarli su un marciapiede. Pensate alle buste di plastica che, tra l`altro, dall`inizio di quest`anno sono diventate fuori legge: non servono a nulla, e possono essere sostituite da normali contenitori come quelli che usavano i nostri genitori e i nostri nonni quando facevano la spesa. E pensate a tutto cio` che gettiamo per strada, con naturalezza mista a indifferenza: nessuno si sognerebbe di farlo nel salotto della propria abitazione. In queste ore Napoli e` piu` pulita, con il contributo determinante di soldati che hanno ben altri doveri istituzionali e hanno svolto con professionalita` una supplenza straordinaria, dunque irripetibile. Rendere questo sforzo efficace fino in fondo, trasformarlo in un primo passo verso il cambiamento, adesso tocca innanzitutto ai napoletani che, prima di invocare una buona amministrazione, farebbero bene, famiglia per famiglia, casa per casa, a interrogarsi su quello che ciascuno di loro puo` fare di concreto per la sua citta`. Dietro ogni angolo della strada non puo` esserci sempre un militare generoso, ma deve ritrovarsi un cittadino maturo e reponsabile.