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Napoli, il maggio della munnezza

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Antonio Castaldo
 

Ogni anno Napoli dedica il mese di maggio alle sue bellezze. Spalanca le porte dei musei, illumina le chiese barocche, promuove iniziative per rispolverare una manciata delle sue mille perle dimenticate. Anche quest’anno a Napoli c’è il Maggio dei Monumenti, eppure non ne parla nessuno. La città è immersa in una soluzione indistinta di sacchi di plastica e immondizia maleodorante. I rifiuti da raccogliere al centro come in periferia ammontano a oltre 800 tonnellate. Ma soltanto una settimana fa ce n’erano almeno tremila di tonnellate, e tutto lascia credere che si tornerà presto ai massimi sopportabili vista la limitata capienza delle discariche e il ritmo singhiozzante del termovalorizzatore di Acerra.

 

SU YOUTUBE – E allora più che dei monumenti partenopei, questo è il Maggio della Munnezza. Per averne una idea basta collegarsi su Youtube al canale di Federika992, aggiornato ogni giorno con lunghe carrellate sui montarozzi di sacchetti, frutta marcia, lische di pesce e folkloristici cornicioni di pizza. La diciannovenne preferisce rimanere anonima, ma il suo lavoro è costante e metodico, e va avanti da oltre un anno. Dimostra che la munnezza di Napoli possiede una forza sovrannaturale. È capace di resistere alle promesse di Berlusconi, all’intervento dei militari e alla fine dell’era bassoliniana. Ed è sempre lì, da vent’anni, padrona assoluta del basolato buio del centro storico come dell’asfalto consunto e craterizzato della periferia. Se anche per qualche settimana le strade tornano pulite, tutti in città sanno che prima o poi i cassonetti riprenderanno a vomitare rifiuti. Una delle poche certezze di questa città.