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Piedibus a Caserta, ad accompagnare gli studenti ci pensa Francis, profugo in fuga dalla guerra in Africa

Scappato da una situazione drammatica, ha deciso di provare ad integrarsi nel nostro Paese attraverso un’iniziativa davvero lodevole. E grazie a questo servizio, con il passare del tempo, ha istaurato una bella amicizia con i bambini e si è guadagnato la fiducia dei genitori

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MIGRANTE VOLONTARIO PIEDIBUS

Anche Francis per arrivare in Italia ha rischiato la vita. Anche lui era su uno dei terribili “barconi della morte” che continuano ad arrivare sulle nostre coste. Era partito, in questa infinita fuga dalla miseria e dalla guerra, dal Camerun, il paese africano devastato dalla guerra civile e dalle infiltrazioni del terrorismo islamico. Oggi, dopo mille peripezie, vive in Italia e cerca di dare il suo contributo alla comunità fornendo un servizio tanto semplice quanto importante. Francis, infatti, ha scelto di “arruolarsi” nei volontari che ogni mattina contribuicono a rendere possibile il “Piedibus”, grazie al quale ogni giorno tanti piccoli studenti di Caserta possono compiere il tragitto casa-scuola in sicurezza e all’aria aperta.

LEGGI ANCHE: Piedibus, decolla in tutta Italia il progetto per portare a scuola i bambini a piedi (foto)

FRANCIS VOLONTARIO PIEDIBUS

Prima di arrivare in Italia Francis, come racconta il Redattore sociale, ne ha viste di tutti i colori. Nato e cresciuto a Douala, capitale economica del Camerun, si stava costruendo un futuro nel proprio Paese sostenendo alcuni corsi per diventare elettricista. Con il passare degli anni, però, la situazione si è fatta sempre più difficile con le comunità francofona e quella anglofona che hanno dato vita ad una escalation di violenza nella quale si è inserita l’organizzazione terroristica Boko Haram. Così, dopo aver perso la madre, Francis ha scelto di cercare fortuna altrove mettendosi in cammino verso il Vecchio Continente. Prima di riuscire ad attraversare il Mediterraneo, però, è stato costretto a un “soggiorno” in Libia dove per 150 giorni è stato messo ai lavori forzati.

PROGETTI DI INTEGRAZIONE

Dopo questa epopea è riuscito finalmente ad intraprendere un viaggio della speranza a bordo si un barcone di fortuna, che lo ha portato sulle coste italiane. Una volta nel nostro Paese, ha prima trascorso 10 mesi da rifugiato a Villa Literno in provincia di Caserta, dove però non ha imparato a parlare italiano e non ha seguito programmi di inserimento lavorativo. Alla fine di questo periodo di stallo però la svolta: da Villa Literno viene spostato a Caserta, città nella quale insieme ad altri 10 stranieri diventa volontario del Piedibus cittadino. Il progetto consiste nel accompagnare i bambini a scuola, sfruttando i piedi invece che le ruote di un autobus. Un modo per far passare un po’ di tempo ai bambini all’aria aperta mettendo in pratica un’attività salutare e sostenibile. In questo contesto Francis ha stretto un vero e proprio rapporto di amicizia con i bambini riuscendo a farsi apprezzare a fondo dall’intera comunità. Anche con i genitori, infatti, con il tempo si è istaurato un bel rapporto di fiducia che è il punto di partenza per un’integrazione concreta e dalle solide fondamenta.

La foto è tratta dalla pagina Facebook Comitato Città Viva

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