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Medicine che avanzano: così si possono donare

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Medicine da donare, per evitare sprechi e aiutare chi ne ha bisogno. A Torino è stato sottoscritto un importante protocollo di intesa tra l’amministrazione comunale e il Banco Farmaceutico, onlus che fa capo alla Compagnia delle Opere e alla Federfarma, per recuperare i farmaci inutilizzati dai pazienti. Siringhe, aghi per fleboclisi, pannolini, cateteri, cerotti, e medicine per varie terapie: tutto può essere recuperato e non finire, come avviene oggi, nella spazzatura. Il meccanismo per la donazione è molto semplice. Ci si può rivolgere a una delle cento farmacie comunali di Torino, tutte aderenti al progetto, e consegnare i farmaci in eccesso. A quel punto, sarà il titolare della farmacia a fare i controlli relativi alla qualità della confezione ed alla sua scadenza. Poi si procederà alla punzonatura dei farmaci donati con la scritta “Non vendibile” e, laddove sia necessario, un medico collegato alla farmacia scriverà la ricetta medica per la consegna. A quel punto i farmaci saranno consegnati al Banco Farmaceutico che poi provvederà allo smistamento delle medicine. Un modello virtuoso di lotta agli sprechi, in un settore dove gli italiani purtroppo sono in prima fila con le loro cattive abitudini: buttiamo nel cestino, ogni anno, qualcosa come 1 miliardo di pillole. Una fonte di solidarietà e di risparmio, considerando le potenzialità di questa operazione di recupero. Ogni farmacia convenzionata, infatti, secondo i calcoli del Banco farmaceutico sarà in grado di recuperare medicinali pari a un valore di 11mila euro.

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