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Dove mangiare bene a Milano senza spendere una fortuna: gli indirizzi di Pappamilano 2015

La capitale meneghina, che verrà presa d'assalto per l'Expo 2015, non offre solo bar per l'Happy Hour o ristoranti costosissimi: un'agile e chiara guida di Terre di Mezzo permetterà ai turisti (ma anche ai milanesi stessi) di orientarsi nella molteplice offerta della città scegliendo i posti più buoni e soprattutto più economici

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MANGIARE BENE A MILANO SPENDENDO POCO –

La capitale della moda e degli affari dai più è vista come una città costosa, difficile da vivere per un turista che voglia ad esempio vedere l’Expo e qualche bel sito culturale (solo per citarne alcuni, la Pinacoteca di Brera o il Cenacolo di Leonardo Da Vinci) e nutrirsi senza sborsare insensate quantità di denaro. Ma Milano nasconde tra le vie anche trattorie buone e a prezzi ragionevoli, rosticcerie e panetterie take away, hamburgerie e locali di qualità a prezzi contenuti per tutti i palati e per tutti i gusti: ce li svela la guida “Pappamilano 2015:150 indirizzi per mangiare bene e non spendere una fortuna” di Valerio Massimo Visintin, per Terre di mezzo Editore.

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MANGIARE BENE A MILANO VISINTIN –

L’autore è l’unico critico gastronomico in incognito (e quindi assolutamente imparziale) che in una guida completamente rinnovata, consiglia 150 indirizzi in cui mangiare bene senza grosso dispendio economico: da una parte, cinquanta ristoranti a buon prezzo, scelti secondo il collaudato costume del PappaMilano. Dall’altra, cento cucine a presa rapida, tra osterie e locali per soste agili, ma non meno apprezzabili. E non si pensi ai soliti piatti ripetitivi e poco curati, la scelta spazia dalle gastronomie, alla cucina “dal mondo”, dai panini e piadine alle specialità regionali, dalle hamburgherie passando per pizze e focacce e finendo con sfizi assortiti. Per chi non è pratico della metropoli, nel testo è inserita una pratica mappa della città per localizzare facilmente i locali.

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MANGIARE PESCE A MILANO SPENDENDO POCO –

Sfogliando il libricino si scopre che per mangiare la mitica cassoeula lombarda (un piatto caldo ricco di verza e altre amenità) basta andare alla trattoria popolare “Cooperativa Liberazione” in via Lomellina 14: la guida Rodolfo detto Rudy, e i primi costano 5 euro a pranzo e 8 a cena, il coperto è 1 euro; per gli amanti del pesce segnaliamo l’osteria “Da Zio Nino”, in viale Monza 185, venticinque coperti organizzati dalla famiglia Lamanuzzi, che serve tutto freschissimo, dal polpo alla catalana al fritto misto alla zuppa di cozze. Tutti i piatti, nessuno escluso, costano 10 euro. Per chi va di fretta, consigliamo il “Cicilla”, in via Volta 7, dedicato esclusivamente alle polpette (al tonno, al formaggio, con pollo al curry…) che si possono consumare sia in loco sia take away: vanno dagli 1 ai 2 euro l’una, mentre il piatto del giorno è sui 5 euro. Per i lettori vegetariani c’è “Tigella’s” (viale Corsica 38), gnocco fritto a volontà accompagnato da verdure grigliate in piattoni per chi ha molta fame e solo 13 euro da investire: il menu veg prevede tigelle di farro senza latte. Per i bambini c’è il menu a 6,50, e per i celiaci c’è il menu con tigelle e salumi gluten free.

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