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Rosario Esposito La Rossa, spacciatore alle Vele di Scampia. Non di droga, ma di libri

La storia di un vulcanico ragazzo di 30 anni che nel quartiere dei criminali, ha creato diverse postazioni per resistere. Una libreria, una squadra di rugby, un marchio di enogastronomia locale. Tutto in memoria di un cugino, ucciso dalla camorra

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LIBRAIO A SCAMPIA

Di mestiere fa lo spacciatore. Ma non di droga, in uno dei quartieri più noti nel mondo proprio per l’attività di compravendita di cocaina ed eroina, piuttosto di libri, nel cuore dell’inferno. Rosario Esposito La Rossa, trent’anni, ha aperto una libreria nel cuore delle Vele di Scampia, a due passi da quella piazza tristemente famosa come capolinea dello spaccio reale e del set virtuale della fiction Gomorra.

L’obiettivo di Rosario è vendere libri, certo, ma intanto è riuscito ad aprire un presidio per, come lui dice, «spacciare cultura» in un quartiere dove da 40 anni non esisteva una libreria. E già il nome di questo punto vendita è singolare: Scugnizzeria che mette insieme un’intera categoria sociale del quartiere, gli scugnizzi appunto, e luoghi di incontro come la pizzeria o la rosticceria.

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LIBRERIA A SCAMPIA

In libreria Rosario è aiutato dal Fratello Antonio e dalla moglie Maddalena Stornaiuolo, e con loro è riuscito a creare un vero e proprio motore di attività a Scampia. Un’associazione di volontari del territorio, «Voci di Scampia», per fare sentire la parola di chi è stato dimenticato in questa landa desolata; una biblioteca popolare con oltre 20mila volumi raccolti da tutta Italia; una squadra di rugby; una fattoria sociale; un marchio di enogastronomia «made in Scampia»; e «La Fabbrica dei pizzini della legalità», un punto di ritrovo per parlare, anche con testimoni e vittime della malavita, di temi delicati in zone come queste. Come la legalità.

L’IMPORTANZA DEI LIBRI

Nella vita vulcanica di Rosario l’incrocio con la violenza della camorra, non quella della fiction televisiva, ma quella di criminali e killer in carne ed ossa, è stato drammatico. Nel 2004 il cugino Antonio Landieri è stato ucciso in un agguato mortale, proprio a Scampia: a lui Rosario ha dedicato non solo un libro, ma in fondo tutta la sua attività di spacciatore di cultura.

La doto di copertina è tratta dalla pagina Facebook di Made in Scampia

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