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La tassa di 5 euro per le auto a Milano segna una svolta per tutte le grandi citta’: meno auto e piu’ mezzi pubblici. Per non sprecare salute, tempo e soldi

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Cerchiamo di capire bene che cosa sta accadendo a Milano, a proposito di traffico, circolazione, mobilità e innanzitutto uso dell’automobile. Il sindaco Giuliano Pisapia ha fatto una scelta di fondo: un super ticket di 5 euro, dal prossimo 16 gennaio, per tutte le auto che circolano negli otto chilometri del cuore della città. Un provvedimento radicale perché contiene un messaggio implicito ai cittadini, e cioè l’invito a rinunciare a questo mezzo di trasporto privato (pena il pagamento di un pedaggio) ed a scegliere alternative. Quali? I mezzi pubblici, come la metropolitana, che nel centro di Milano funziona molto bene, il tram, gli autobus. Oppure, altra possibilità per le brevi distanze, andare a piedi o in bicicletta e, quando serve ed è opportuno, servirsi del taxi. L’obiettivo, proiezioni statistiche alla mano, è quello di ridurre il traffico dentro la cerchia dei Bastioni di una percentuale attorno al 30 per cento (in centro a Milano entrano 65mila auto al giorno) e incassare qualcosa come 34 milioni di euro l’anno che per le casse dell’amministrazione comunale in questo periodo di vacche magre valgono oro. 

I vantaggi della decisione messa in campo da Pisapia e dalla sua giunta, per tutti gli abitanti di Milano, sono potenzialmente enormi. Se il provvedimento dovesse funzionare, infatti, ci sarebbe un centro urbano decongestionato, un’aria meno inquinata e quindi una contropartita in termini di "benessere" per ogni milanese. Ma non basta. La delibera contiene anche un’altra scelta di fondo: i mezzi elettrici vengono esclusi dal ticket visto che non inquinano e non producono danni in termini di congestione del traffico. E’ chiaro che, implicitamente, il sindaco di Milano incentiva i consumatori-cittadini a scegliere l’opzione elettrica quando dovranno cambiare la loro "city car", l’automobile che utilizzano di solito in città. Tirando le somme, da una sola delibera dell’amministrazione comunale si ricava un disegno, in termini di sistema, della mobilità urbana in una grande città come Milano. Una rivoluzione, bisogna riconoscerlo, anche se per il momento è soltanto sulla carta. E una chiara indicazione nel senso di marcia intitolato al dittico Non sprecare. Già, perché gli italiani, e quindi anche i milanesi, hanno il vizietto di usare l’automobile nei centri urbani in modo eccessivo e compulsivo, per esempio anche per spostamenti molto brevi, di poche centinaia di metri. Avete presente la signora che pretende di arrivare davanti al negozio dove deve cambiare un pacchetto oppure  il signore che deve arrivare a casa dell’amico che abita nel suo stesso quartiere, magari appena a qualche edificio di distanza? 
Sarà interessante vedere se e come funzionerà il modello Pisapia e come altri sindaci italiani lo seguiranno. Intanto, c’è da tenere presente che un meccanismo del genere, cioè un super ticket per scoraggiare l’uso dell’auto nei centri urbani, è già in funzione, da tempo, in grandi metropoli europee come Londra, Parigi e Berlino, oppure in capitali da sempre sensibili alla sostenibilità ambientale, come Stoccolma. Stare in Europa, per l’Italia, non può ridursi solo a manovre finanziarie  simili a quelle dei nostri soci-paesi, ma deve significare anche la condivisione di scelte politiche e amministrative fondamentali in settori, come quello della mobilità, dove si gioca la partita sulla qualità della vita. E la nostra, se riusciamo a non sprecare utilizzando troppo e male l’automobile, può migliorare molto.