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Giocare fuori casa: la vera felicità per i bambini. Troppe paure e troppi divieti

Il gioco all'aria aperta riveste un ruolo molto importante nello sviluppo delle capacità dei bambini e rappresenta una sorta di addestramento alla vita sociale. Purtoppo, negli ultimi 50 anni non si gioca più all'aperto. Vediamo cosa accade.

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GIOCARE FUORI CASA –

Con l’arrivo dell’estate e dopo un lungo inverno piovoso passato in luoghi chiusi, la voglia di giocare fuori casa e stare all’aria aperta è davvero tanta sia per gli adulti che per i bambini. Ma, facendo un giro nei parchi pubblici non sentiamo che ripetere “Non correre che ti fai male”, “Scendi subito da quell’albero”, “Non ti allontanare”, “Non toccare“. Tutti questi ammonimenti, sebbene motivati dall’intenzione genitoriale di evitare traumi e cadute varie, soffocano il naturale istinto dei bimbi al gioco libero e, secondo uno studio commissionato dall’American Journal of Play (che indaga l’impatto della diminuzione del gioco libero e en plain air) questo comporterebbe conseguenze negative sullo sviluppo fisico, mentale e sociale dei piccoli.

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GIOCARE FUORI CASA SENZA ANSIE-

Insomma l’ansia dei genitori di evitare qualunque brutta esperienza ai propri figli diventa un invalicabile impedimento al gioco libero e all’aperto. La paura dell’esterno e degli estranei fanno sì che un padre e una madre, anziché vigilare giustamente sulle attività ludiche dei propri pargoli, si trasformino in sorveglianti implacabili che precludono loro le utili e sane esperienze del gioco tra simili. Secondo Peter Gray, psicologo del Boston College e autore della ricerca che ha aggregato e analizzato gli studi sul gioco degli ultimi decenni, “negli ultimi cinquant’anni le possibilità di giocare liberamente per i bambini sono diminuite sensibilmente negli Usa e negli altri Paesi sviluppati” e proprio da questa carente attività giocosa deriverebbe l’aumento di depressione, suicidio e narcisismo tra i giovani e i giovanissimi.

GIOCARE PER VIVERE –

Il gioco riveste un ruolo molto importante nello sviluppo dei bambini e rappresenta una sorta di addestramento alla vita sociale e di palestra per sviluppare e mettere alla prova le proprie capacità. Esplorazioni, risoluzione di problemi pratici, gestione delle proprie emozioni, accettazione delle regole e delle gerarchie sono esperienze che i più piccoli devono fare, o meglio dovrebbero, per imparare quelle che sono le regole base della vita e per migliorare la propria attitudine ai rapporti sociali.

LE PAURE CHE FERMANO IL GIOCO –

Diversi studi nel corso degli anni hanno osservato il declino del gioco libero e hanno cercato di individuarne le cause. Crimini, molestie sessuali e traffico stradale sono i principali timori espressi dalla maggior parte dei genitori. Altri hanno individuato nella televisione, nei videogiochi e in internet le sirene che attraggono i bimbi, chiudendoli in casa. Ma è altrettanto vero che un bambino o un ragazzino al quale è vietato uscire a giocare trova in questi supporti una minima consolazione ludica. Un’altra pista è quella che porta alla scuola e all’elevato numero di ore che i giovanissimi vi trascorrono e alle attività indirizzate verso la vita adulta che occupano le loro giornate, che assomigliano sempre più a quelle di manager in miniatura che a quelle di bimbi spensierati.

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