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La crisi ci ha reso piu’ attenti al risparmio energetico

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Consumare e sprecare non vanno più di moda. E non perché non sia trendy, ma perché non ci sono più i soldi per farlo.

La rivoluzione “green” ha dalla sua parte un potente alleato: la crisi. Sì, perché se far leva sul senso di colpa dei consumatori rispetto al loro impatto ambientale e su come questo incida negativamente sulle condizioni del pianeta possa essere una strategia vincente, non c’è cosa più efficace che colpire il loro portafogli.

Spegnere la luce vuol dire consumare meno energia e, quindi, risparmiare. È dunque la crisi economica, ancor più della crescente coscienza ambientalista, a spingere gli italiani verso consumi energetici più “risparmiosi”.

I numeri parlano chiaro, secondo l’ultima ricerca realizzata da Coesis Research su come siano cambiate negli ultimi quattro anni le abitudini degli italiani, oltre l’83% degli intervistati (un campione di 1.000 persone) hanno assicurato che a casa sono stati adottati comportamenti taglia-consumi energetici.

E’ proprio il caro-bolletta il motore che spinge 8 italiani su 10 ad adottare comportamenti virtuosi per contenere i consumi. L’aria che tira in Italia non è delle migliori e il progressivo impoverimento delle famiglie – a causa del costante aumento dei costi, della “manovra” e del crollo delle borse – ha portato gli italiani a fare più attenzione a quello che spendono. Il salasso per le famiglie italiane sarà di 400 euro in più in un anno (per i nuclei composti da quattro persone, 290 euro per quelli di tre). E a incidere maggiormente saranno carburanti e bollette: per l’acqua si spenderanno 21 euro in più all’anno, per il gas 106 euro e per la luce 19 euro.

Un tempo le cose stavano diversamente, con una maggiore sicurezza economica, nel 2007, solo il 70% degli italiani era attento a come risparmiare. Oggi invece a riporre maggiore attenzione agli sprechi sono il 13% in più e, in particolare, gli over 35 (79%) e la popolazione con più di 54 anni (88%), mentre i giovani sotto i 24 anni sono ancora poco sensibili (73%).

Per risparmiare si comincia dalle piccole eco-azioni: spegnere la luce (31%), utilizzare gli elettrodomestici nelle fasce orarie più economiche (23%); per passare poi ad azioni più impattanti come l’abbandono dell’automobile e del motorino per andare invece a piedi (48%) o con i mezzi (33%).

E poi ci sono i buoni propositi per la nuova stagione: il 70% degli intervistati ha dichiarato che per il futuro presterà “maggiore” attenzione al risparmio energetico rispetto a oggi. C’è però sempre da tenere a mente, come dicono Elio e le Storie Tese, che «tra dire e il fare c’è di mezzo "e il"».

A conti fatti, che sia per coscienza ambientalista o per effetto della crisi, il guadagno per tutti è una minore produzione di CO2. Soddisfatti?

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