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La prudenza ci fa guardare lontano (Stefano Zamagni)

L’elogio della prudenza in un denso libricino del professore Zamagni. Il prudente non è un codardo, guarda le cose come sono, senza preconcetti, ha il senso del tempo. E agisce di conseguenza. La prudenza non significa furbizia, ma aiuta a valutare, a capire ed a scegliere.

La prudenza ci fa guardare lontano (Stefano Zamagni)
Il valore della prudenza
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IL VALORE DELLA PRUDENZA -

C’è in giro, nella vita pubblica italiana e in particolare nei gironi della politica, una tale spregiudicatezza e spericolatezza, che viene quasi da chiedersi dove possono portare atteggiamenti così poco coerenti con il ruolo che si svolge. E da dove nascono. In realtà, la mancanza di prudenza che circola come un virus è figlia di una scarsa preparazione, di un’incertezza congenità, della propria inadeguatezza al ruolo, di basi poco solide. Tutti limiti che inducono a “spararla grossa” per essere ascoltati ( e magari votati), senza mai porsi il problema di quanto sia attendibile e realizzabile ciò che si dice.

PERCHÉ È IMPORTANTE ESSERE PRUDENTI -

La prudenza è una vera virtù, essenziale per chi ha un ruolo nella vita pubblica, e per chiunque ricopra un incarico politico e istituzionale. Prudenza non significa furbizia (che invece dilaga), non spinge a calcolare qualsiasi passo (un buon politico e un leader in particolare devono sapere rischiare), non è gretto e piccolo interesse personale. La prudenza aiuta a valutare, a capire, a misurare pesi e contrappesi, e poi a decidere, a scegliere, senza restare impantanati nel guado. Ed è la prudenza che assorbe il rancore, l’odio verso l’avversario, trasformato in nemico, e avvicina ciascuno di noi a una dimensione meno individualista e più collettiva. In un’epoca nella quale l’azzardo, il rischio non calcolato, è diventato di moda, anche nella politica viziata dall’annuncio facile, il professore Stefano Zamagni, con un libro molto agile (Prudenza, edizioni Il Mulino) ci aiuta a riscoprire il valore della prudenza, nella vita pubblica come in quella privata.

  • Il prudente non è un codardo, solo che riesce a vedere le cose davvero come sono, senza preconcetti E agisce di conseguenza, non restando paralizzato da false convinzioni.
  • Il prudente non ha paura, guarda lontano, il suo orizzonte si allarga. Non è prigioniero del presentismo, altro male contemporaneo molto diffuso.
  • Il prudente non si fa ingannare dalle apparenze, e con uno slancio di umiltà ascolta il consiglio degli altri. Può essere determinante nel prendere una decisione.
  • Il prudente sa distinguere chi merita ascolto, chi può dare un suggerimento, da un millantatore. Mescola la prudenza ai lampi dell’astuzia ed a una naturale semplicità. Lo diceva anche il Vangelo: «Siate prudenti come i serpenti, candidi come le colombe».
  • Il prudente riconosce i tempi. Compresi quelli nei quali bisogna parlare e quando invece è necessario tacere.
  • Il prudente non corre quando bisogna tirare il freno, e non tira il freno quando bisogna correre.

QUALCHE VIRTÚ DA RISCOPRIRE:

 

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