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Il centro commerciale? Dopo 14 anni decide il Tar

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Il primo passo è stato fatto nel 1998, quando c’era ancora la lira e andavano di moda gli accordi di programma per sbloccare gli investimenti. Dopo 14 anni di stop and go, e di tortuose decisioni amministrative, la pratica è tornata al punto di partenza, davanti al Tar che, almeno in teoria, avrebbe dato ragione all’imprenditore. Gianfranco Caporlingua, presidente della Cogeim e amministratore delegato della Ccr, nel 1998 chiede una variante urbanistica per la costruziopne di un centro commerciale nel territorio del comune di Cerveteri, nell’ambito di un accordo di programma per il rilancio della zona.

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Scattano i vari passaggi burocratici e la pratica gira tra sovrintendenze, comune, regione, provincia, conferenza di servizio. A ogni passo avanti ne corrisponde uno indietro, anche perché la zona è ad alta litigiosità politica, e spesso quello che ha deciso un’amministrazione viene immediatamente rovesciato dalla successiva. Tutte le amministrazioni, comunque, prima o poi danno parere favorevole all’investimento, fino a quando la Regione Lazio chiede un "rinnovamento integrale del progetto di variante".

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Quanto basta per trascinare la pratica davanti ai giudici del Tar, i quali sembrano dare ragione a Caporlingua. Non sappiamo, e non possiamo giudicare, se l’idea di un centro commerciale, come è stata impostata dall’imprenditore romano, sia giusta o sbagliata. E’ un fatto che non conta. Perché lui avrebbe diritto comunque a una risposta, e prima che passino 14 anni.