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I vincitori del Premio Non Sprecare

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La maestra Mirella Batini ogni giorno combatte la sua guerra allo spreco. Ai suoi bambini della scuola Lagaccio di Genova insegna ad usare le matite piuttosto che le penne così da poter cancellare e poi ri-usare i fogli bianchi. Oppure dimostra loro quanto cibo assolutamente ri-utilizzabile perché ancora buono finisca invece nelle pattumiere (e di conseguenza spiega loro come non farcelo finire). La battaglia della maestra Batini è ampia: non solo beni materiali, si sprecano tante altre cose, come la salute, il tempo, e la vita. Lei lo racconta ai suoi alunni. E cerca di aiutarli a non diventare degli "spreconi". 

Per questo suo impegno che porta avanti da anni, la maestra Mirella Batini è stata premiata. Il 28 ottobre a Genova ha ricevuto il premio "Non sprecare", il concorso ideato dallo scrittore Antonio Galdo arrivato alla seconda edizione. Non era da sola. Applausi (e premio) anche al liceo statale Scientifico e Classico Martin Luther King di Genova. Il premio nella categoria Associazione/Istituzione lo ha vinto il Comune di Monteveglio, in provincia di Bologna: bravi nel differenziare i rifiuti (75%), nell’usare i pannelli solari ovunque possibile e nel dire no al petrolio. Nella sezione aziende, la Andrea Gallo Srl ha vinto per aver brevettato un detersivo con cui si risparmiano acqua, imballaggio e plastica. Per tutti un riconoscimento in linea con lo spirito della manifestazione: un bel po’ di prodotti biologici della azienda bio Alce Nero.

Nella sezione Personaggio, una menzione speciale è stata data invece al presidente dell’Istat Enrico Giovannini: "Perfetto testimonial del modello ‘Non sprecare’ per la sua lunga attività scientifica e istituzionale attraverso la quale ha cercato di convincere stati e governi a non misurare il benessere di un popolo attraverso parametri quantitativi come il Pil, che hanno la loro importanza ma non possono bastare da soli".

Da quando il concorso è stato lanciato (lo scorso maggio), sono arrivate oltre 400 idee, progetti, iniziative: a dimostrazione che c’è una gran voglia di pensare a come combattere lo spreco (e a sconfiggerlo).

"C’è stata un’adesione oltre le aspettative – dice l’organizzatore Galdo -: volevamo trasmettere l’idea che lo spreco non è solo risparmio, ma anche una nuova occupazione, nuovi stili di vita, nuove tecnologie e attività economiche. In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, trovare un nuovo modo di vivere la quotidianità può essere la risposta giusta per un cammino di crescita sana e non drogata".