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Gli italiani dicono no allo spreco di acqua. Arezzo la città più virtuosa

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Nel nostro Paese si sta imparando a sprecare meno acqua. La buona notizia emerge dall’VIII edizione del Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano diffuso dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) che scopre una popolazione più virtuosa nei consumi domestici di acqua.

Confrontando il valore medio dei consumi nell’anno 2010 (dati Istat) rispetto al 2000, si scopre che la curva dei consumi registra un 20% in meno con un consumo per abitante in discesa da 68 a 66,7 metri cubi. La diminuzione non è imputabile, però, solo all’esigenza di risparmio ma, in alcuni casi, è dovuta anche alla limitatezza delle risorse.

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L’analisi, che ha riguardato, principalmente, 51 comuni capoluogo, tiene conto anche della gestione e del corretto funzionamento della rete fognaria e di distribuzione, della depurazione delle acque e dei diversi fabbisogni idrici.

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In particolare, analizzando i dati, emerge che i maggiori consumi si registrano a Monza. Seguono Roma, Milano, Catania, Bergamo, Messina e Torino. Tra le città più non-sprecone troviamo Arezzo seguita da Andria, Foggia, Prato, Forlì, Reggio Emilia e Brindisi. Rispetto al 2000, la più alta riduzione dei consumi si segnala a Potenza (-36,6%), Torino (-29,6%), Piacenza (-26,8%), Novara (-26,6%), Genova (-26,0%), Parma (-25,2%) e Napoli (-21,4%). Il maggior aumento si osserva invece a Messina (+17,2%) seguita da Sassari (+12,4%), Reggio Calabria (+7,7%) e Palermo (+4,6%). Per quanto riguarda, invece, le misure adottate per il razionamento dell’acqua emerge il sud del Paese e in particolare la regione Campania con Salerno, la Sicilia con Messina e la Puglia con Foggia, Bari, Taranto, Brindisi e Andria.

Come dimostra questa ricerca, bastano davvero dei gesti semplici per non sprecare le risorse del pianeta.