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Giovani violenti, scatta il coprifuoco

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Altro che la guerra dei bottoni con i suoi ragazzini che l’ingenuo Louis Pergaud invento’ nel 1910. E poi dicono che la letteratura e’ profetica: ma quelli erano angioletti! Oggi invece che il premio Goncourt manderebbero una comunicazione giudiziaria per istigazione a delinquere, al romanziere. La gioventu’ francese, non tutta per carita’, soprattutto quella periferica, si attruppa in bellicose bande, e’ diventata cattivissima, addirittura delinque fin da piccola. Meta’ dei componenti delle bande, duecento circa meticolosamente censite in tutto il paese, e’ arruolata tra i minorenni, tredici anni al massimo.

Il casseur, il teppista deliziato dalla nichilistica distruzione immotivata, da cometa sciagurata dei cortei studenteschi e sindacali e’ diventato pratica quotidiana. Il sindaco di Lisieux, ad esempio, ha le idee chiare sui ragazzi della sua citta’, su come educarli e tenerli a bada. Con il coprifuoco. Gia’: nei quartieri piu’ difficili della citta’ ha stabilito con una ordinanza il divieto di circolare tra le ventitre e le sei del mattino per i minori di tredici anni se non accompagnati da un adulto. Inizio della draconiana misura sabato scorso; si va avanti fino al 31 ottobre. Si resta confusi: ma che ci fa un ragazzino di tredici anni in giro di notte per le strade? E per di piu’ nella citta’-santuario della Francia, vigorosamente sorvegliata dai contrafforti di una basilica immensa e dalle taumaturgiche provvidenze della santa? Bernard Aubril, sindaco dell’Ump, partito governativo, non ha dubbi: in giro di notte i ragazzini ci sono eccome; e appunto per delinquere. Per lui e’ una misura preventiva, si e’ confessato battagliero e senza dubbi al giornale Ouest France. E’ una idea che mi girava in testa da molto tempo. Bisogna garantire la sicurezza di questi giovani. Io li vedo che si trascinano in giro per le strade fino a tardi. E che combinano? Abbiamo dovuto chiudere il giardino pubblico, le denunce per episodi di incivilta’ si ammonticchiano, i reati sono pericolosamente in aumento nelle ultime settimane. Che ad esempio nel quartiere di Hauteville i cui palazzoni bigi di edilizia popolare in perfetto stile banlieue sono inutilmente sovegliati dalla basilica della santa, qualcosa non funzioni non se lo e’ inventato il sindaco: un tempo erano semplicemente i cassonetti che andavano a fuoco con regolarita’, poi si e’ passati ad esempio agli spogliatoi dello stadio e a uno scavatore parcheggiato per lavori nel cortile di una scuola. I colpevoli? nessun dubbio per il sindaco: i ragazzini dalle irrefrenabili inclinazioni notturne. La popolazione, ad ascoltare rapidi sondaggi, sembra favorevole. Alcuni semmai si lamentano perche’ la misura non viene anticipata alle ventuno e non e’ rafforzata con il divieto di vendere alcolici nelle drogherie. Bravo signor sindaco – esulta Briard – i ragazzi non hanno nulla da fare in strada di notte se non delle cretinate. Bisogna fatturare ai genitori i danni che provocano. Loro spaccano tutto e poi perche’ sono piccoli non pagano mai!.

Il clima e’ questo. Non a caso le analisi dimostrano che sono proprio le incivilta’, insulti, danneggiamenti delle cassette postali, graffiti sconci, rifiuti abbandonati, quelli che esasperano i residenti dei quartieri difficili e fanno nascere la sensazione di insicurezza. Ben piu’ timidi appaiono gli oppositori che accusano il sindaco di fare l’imitazione del suo idolo politico, Sarkozy, con annunci rodomontici inutili e senza seguito. Minaccioso Salteigne: Un sindaco che criminalizza i ragazzini non si stupisca poi se vedra’ bruciare le automobili sotto casa. Cosi’, a furia di insistere, la Francia Paese tradizionalmente familiare e domestico si trasforma, assomiglia sempre piu’ a Stati uniti e Inghilterra dove il coprifuoco giovanile fa moda da anni. Si scopre cosi’ che senza chiasso una dozzina di comuni hanno in vigore misure estive analoghe a quelle di Lisieux. E negli ultimi annni esperienze analoghe si sono moltiplicate, da Dreux a Giens, a Raincy a Orleans.