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Gianluca, foggiano, laureato a Torino. A piedi per 800 chilometri per non fuggire all’estero (video)

Il gesto simbolico di un ragazzo del Sud che vuole lavorare nella sua terra, dopo avere studiato al Politecnico. Il sogno di tornare a casa sua. Ci riuscirà?

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GIOVANI ALLA RICERCA DI LAVORO

Un tempo, negli anni Cinquanta del secolo scorso, a piedi per trovare lavoro, ci andavano i contadini marchigiani che raggiungevano la Capitale. Sognavano un posto fisso a Roma, come portinai. Per loro era il riscatto sociale, l’incrocio con il benessere, un salto di qualità per l’intera famiglia. Una nuova vita.

Oggi a piedi, per lo stesso motivo, ci va un ragazzo foggiano di 26 anni, Gianluca Forcelli, che racconta tutto il suo viaggio, tappa dopo tappa, da Torino a Foggia nella pagina Facebook intitolata Back to my home, Ritorno a casa mia. Ottocento chilometri, un lungo percorso che traccia anche il sentiero di un destino esistenziale di intere generazioni.

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LAVORO AL SUD

Innanzitutto facciamo i complimenti a Gianluca: con il suo gesto sbatte in faccia a tutti noi la realtà dei giovani che emigrano, sempre da Sud a Nord e poi fuori dall’Italia, per studiare e per lavorare. Il suo gesto non è retorico, non ha la muffa del piagnisteo meridionale, ma contiene una bella vitalità e allontana l’ombra, anche questa made in Sud, del piangersi addosso.

Dice Gianluca: «Voglio sentire sulle mie gambe la distanza che per cinque anni mi ha separato da Foggia…». La separatezza di una vita impostata sulla necessità, non sulle libere scelte. E andata anche bene, almeno finora. Il giovane infatti è riuscito a laurearsi in una facoltà molto dura, e anche molto accreditata sul piano internazionale: il Politecnico di Torino.

DISOCCUPAZIONE GIOVANILE MEZZOGIORNO

E adesso arriva il difficile per Gianluca. Per lavorare deve fare un altro passaggio da emigrante, come tanti della sua generazione? Deve proprio dimenticare le sue origini, la sua famiglia, la sua terra? Oppure deve mettersi a fare il precario e magari attendere una buona eredità? Sono queste le domande che il giovane foggiano si farà nel corso degli 800 chilometri del suo viaggio a piedi, una sorta di pellegrinaggio nell’inferno della precarietà. E speriamo che qualcuno lo aiuti a trovare le risposte giuste.

Le foto sono stratte dalla pagina Facebook Ritorno a casa – Back to my home

STORIE DI GIOVANI CORAGGIOSI