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Food sharing: boom di piattaforme web contro lo spreco di cibo in casa

I prodotti si possono scambiare con il vicino di casa. Oppure donare ad associazioni ed enti del volontariato.

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FOOD SHARING IN ITALIA –

Torno a parlare dello spreco domestico di cibo con una buona notizia e alcune novità. Si stanno moltiplicando in tutta Italia, sull’esempio di modelli stranieri, le piattaforme che consentono in modo molto rapido ed efficace di evitare lo spreco del cibo, gettandolo nella spazzatura, e di condividerlo con chi ha bisogno delle nostre eccedenze.

LO SPECIALE: Risparmiare in cucina

Ricordiamoci sempre del punto di partenza: in Italia lo spreco domestico di cibo è pari a 6,6 milioni di tonnellate l’anno, una cifra molto alta, superata soltanto dagli Stati Uniti (33,7 milioni di tonnellate), dalla Gran Bretagna (7,2 milioni) e dalla Germania (6,7 milioni).

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LE PIATTAFORME PER IL RECUPERO DEL CIBO –

La piattaforma iFood share, per esempio, si ispira al modello tedesco, fondato sullo scambio diffuso in diverse città del paese. Il suo slogan è Condividere il cibo è un atto d’amore  e il suo funzionamento è semplicissimo. Basta entrare nel sito e iscriversi come donatore (privato cittadino, associazione, esercizio commerciale) o come beneficiario: a quel punto bisogna descrivere il cibo disponibile e la sua quantità per poi entrare in contatto con chi è interessato, nella stessa zona, a ritiralo.

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Meccanismo analogo per S-cambia cibo, altra piattaforma web  di marca bolognese, che ricalca il grande successo della finlandese Saa syoda (che letteralmente significa “licenza di mangiare”). Qui lo slogan per gli utenti è Non partecipare sarebbe uno spreco, e lo scambio avviene anche per gli avanzi di pranzi e cene, con contatti frequenti con i vicini di casa, di condominio e di strada.

COSA PUOI FARE TU: 10 consigli pratici per non sprecare il cibo

Ed è proprio al vicino della porta accanto che si rivolge la piattaforma NextDoorHelp che permette di regalare quanto può essere consumato prima della data di scadenza. Che dire? Speriamo solo che queste piattaforme si possano moltiplicare in tutta Italia, aiutandoci a vincere la battaglia contro lo spreco di prodotti alimentari.

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