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Fattoria didattica solidale, a Ozzano i rifugiati mungono il latte e aiutano la comunità

Due ragazzi ventenni provenienti da Gambia e Ghana hanno fatto un tirocinio di sei mesi nella facoltà di veterinaria di Bologna e da maggio, insieme ad altri 4 rifugiati, si prenderanno cura delle caprette dell’ateneo e prepareranno il pane che verrà distribuito alle famiglie in difficoltà della zona

Fattoria didattica solidale, a Ozzano i rifugiati mungono il latte e aiutano la comunità
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FATTORIA DIDATTICA SOLIDALE –

Qualche mese fa due richiedenti asilo poco più che ventenni provenienti da Gambia e Ghana sono arrivati nel nostro Paese. Nei primi tempi erano sfiduciati, impauriti e preoccupati. Poi, la loro vita è cambiata. Grazie al programma “Garanzia giovani”, sono riusciti ad accedere a un tirocinio di sei mesi presso la facoltà di veterinaria dell’Università di Bologna. Da pochi giorni hanno finito il loro periodo di “apprendimento” e dal prossimo maggio potranno dare prova di quello che hanno imparato all’interno di una vera e propria fattoria dove dovranno mungere il latte, prendersi cura delle caprette dell’università ma anche di preparare il pane. Nel frattempo, grazie all’impegno di una serie di partner esterni, verranno affiancati da altri quattro ragazzi che cominceranno il percorso da dicembre. Questa bella storia arriva da una città come Bologna dove l’onda lunga dell’immigrazione ha creato diversi fenomeni di proteste nelle piazze e perfino di razzismo. Ma la voglia di cooperare per aiutare l’integrazione resiste e fiorisce in iniziative come questa.

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INIZIATIVE CON RICHIEDENTI ASILO –

Il lavoro che i ragazzi svolgeranno all’interno della fattoria didattica solidale, che avrà sede a Ozzano in provincia di Bologna, contribuirà anche ad animare dei laboratori per bambini di famiglie in condizioni di difficoltà residenti nella zona. Inoltre il pane che prepareranno sarà distribuito proprio a questi nuclei, individuati con l’aiuto dei servizi sociali comunali. Il progetto sarà gestito da un gruppo di richiedenti asilo accolti in città tramite il servizio “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati” (Sprar) e inseriti nel progetto BolognAccoglie, che da circa un anno prevede l’organizzazione di attività, corsi, laboratori e tirocini, grazie alla rete composta da istituzioni cittadine e realtà del Terzo settore.

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L’idea di far nascere una fattoria didattica e solidale è soprattutto di Arcangelo Gentile, docente di Clinica medica veterinaria, della prorettrice alle Relazioni internazionali Alessandra Scagliarini e del Delegato alla disabilità Rabih Chattat. L’obiettivo comune è permettere a questi ragazzi di rendersi utili attraverso le nozioni che hanno acquisito nel campo agricolo e zootecnico per metterle a disposizione della comunità. Nel progetto la cooperativa sociale che sorgerà darà la possibilità ai richiedenti asilo di trasformare il loro impegno in un lavoro a tutti gli effetti, nella totale auto sostenibilità.

INIZIATIVE CON MIGRANTI –

I lavori per preparare la struttura di proprietà dell’Università di Bologna sono già partiti. I quattro nuovi ragazzi che parteciperanno al lavoro in fattoria verranno scelti tra i 54 che fanno già parte del progetto Sprar, nella speranza che possano ripercorrere la strada tracciata dai loro predecessori. Nella fattoria, infatti, i richiedenti non troveranno solo un lavoro ma entreranno a far parte di una comunità che quando sono arrivati li ha accolti a braccia aperte. Uno degli obiettivi paralleli del progetto, infatti, è sensibilizzare gli studenti, in questo caso quelli di veterinaria, alle problematiche immigratorie, invitando i ragazzi a sviluppare soluzioni sostenibili come quelle delle imprese solidali.

La foto è tratta dal profilo Twitter del Magazine dell’Università di Bologna

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