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Altro che Fame Zero! Le vittime della mancanza di cibo aumentano. E sono l’11 per cento della popolazione mondiale

Nel clima ipocrita e farisaico della Giornata dell’alimentazione, si dimenticano i numeri. Nel 2016 uomini, donne e bambini che soffrono la fame sono aumentati di 38 milioni di persone. L’equivalente della popolazione del Canada.

Altro che Fame Zero! Le vittime della mancanza di cibo aumentano. E sono l’11 per cento della popolazione mondiale
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FAME ZERO

La retorica ridondante, come la narrazione affabulatoria sui Grandi Princìpi, dimenticando le Piccole Cose di tutti i giorni, portano direttamente alla bugia più spudorata. Come nel caso dell’obiettivo Fame Zero, scolpito nella famosa Agenda 2030 dell’Onu e richiamato, giustamente, durante l’annuale celebrazione della Giornata Mondiale dell’alimentazione (16 ottobre).

Tutti a fare proclami, a partire dai ministri dell’Agricoltura del G7 riuniti in Italia, fino ai mandarini della Fao, in una sorta di rituale auto-celebrazione, e nessuno a dire una semplice verità: le vittime della fame nel mondo non solo non diminuiscono, ma aumentano. Altro che Fame Zero, di questo passo nel 2030, cioè tra una decina d’anni, ci ritroveremo con Fame Mille.

(Credits: JLwarehouse/Shutterstock.com)

LEGGI ANCHE: “Se riuscissimo a non sprecare, la fame nel mondo diminuirebbe di molto”

COME SCONFIGGERE LA FAME NEL MONDO

L’aggravarsi di una delle più insopportabili ingiustizie del mondo globale non è una favola, come tante parole a vuoto che ascoltiamo, ogni anno, nella Giornata dell’alimentazione: è scritta nei numeri del Rapporto Fao-Ifad-Wfp. Nel 2016 hanno patito la fame nel mondo 815 milioni di uomini e donne, l’11 per cento della popolazione mondiale, con un aumento, rispetto all’anno precedente, di 38 milioni di abitanti del pianeta. L’equivalente della popolazione di un Paese enorme come il Canada. Vi rendete conto? Festeggiamo la Giornata dell’alimentazione, e intanto le persone che soffrono, muoiono o comunque vivono in modo indecente per mancanza di cibo, aumentano. Come se le lancette della storia e della nostra vita terrestre, quella delle Piccole Cose quotidiane, fossero tornate indietro rispetto a quasi un secolo fa: quando, nel lontano 1945, fu istituita la Fao proprio con l’obiettivo di abbattere la fame nel mondo, con azioni coordinate sul piano internazionale. Obiettivo finora fallito e sprecato.

Al contrario, stiamo andando indietro, e come ha denunciato Papa Francesco, senza usare il tono della menzogna ma con la sintesi del suo efficace e trasparente linguaggio, ci stiamo rassegnando, con cinismo e con indifferenza, a considerare la fame nel mondo come «una malattia incurabile». Il contrario della verità.

PER APPROFONDIRE: In Spagna i “Frigoriferi solidali” per contrastare lo spreco di cibo

COME AZZERARE LA FAME NEL MONDO

La fame nel mondo è curabilissima. A maggiore ragione nel tempo in cui la tecnologia e l’innovazione in generale hanno fatto passi da gigante e dettano l’agenda a governi e istituzioni. Possiamo azzerarla noi tutti, uno per uno, riducendo l’altro lato dello stesso scandalo, lo spreco di cibo: in Italia, nelle nostre case, stiamo migliorando, due famiglie su tre dicono di avere ridotto gli sprechi, ma siamo ancora a circa 150 chilogrammi di prodotti alimentari perfettamente commestibili che ogni anno, in ciascuna casa italiana, finiscono nella spazzatura. Un’enormità.

Poi ci sono le azioni dei governi e delle istituzioni sovranazionali, come appunto la Fao. Per ridurre la fame c’è una prima strada da battere: produrre di più, in agricoltura, e con meno, a partire dalle risorse naturali (pensate all’acqua) che ancora si sprecano. Servono poi investimenti, veri e non annunci virtuali, attraverso il canale della cooperazione internazionale per migliorare le infrastrutture rurali dove sono arcaiche e inefficaci. Al contrario, bisogna smetterla con lo spreco di sovvenzioni immotivate alle esportazioni agricole: troppo spesso sono opache e puzzano di corruzione. Quasi mai aiutano chi ne ha veramente bisogno. Così come non si possono alzare le mani rispetto all’andamento sui mercati delle materie prime alimentari come una qualsiasi azione in una qualsiasi borsa mondiale.  Serve un freno a questa speculazione, altro spreco gigantesco a vantaggio del club dei soliti noti manipolatori e padroni dei mercati, che soffia sul fuoco della fame del mondo e di fatto lo alimenta.

PER SAPERNE DI PIÚ: Il cibo che buttiamo via è come se lo avessimo rubato dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame! (Papa Francesco)

FAME NEL MONDO

Comunque, se volete dei dettagli su ciò che, a livello politico e istituzionale, si può fare, anche in Italia, per combattere davvero la fame nel mondo, e non con annunci farisaici, andate a vedere le proposte sintetizzate sul sito dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo sostenibile, la cosa più seria e concreta fatta in Italia, da decenni, nel campo della Sostenibilità. Trovate tutto, anche con molta sintesi. E su tutto incombe una doppia responsabilità: la nostra, di singoli uomini e donne; e quella collettiva, di istituzioni internazionali, le uniche in grado di affrontare il problema su scala globale come è indispensabile.  Ma questa organizzazioni spesso evocano una sola domanda.: visti i risultati, servono davvero a qualcosa? Guardando all’obiettivo Fame Zero, correlato alla realtà di Fame Mille, cioè in crescita, la risposta non è scontata.

COME RIDURRE GLI SPRECHI DI CIBO IN CASA:

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