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Ma perché i medici protestano contro i tagli degli esami inutili? Costano 13 miliardi di euro

Lo Stato spreca 13 miliardi di euro l’anno per analisi che non servono. Dalle radiografie alle risonanze, fino alle Tac: una su quattro si può eliminare. I medici, che hanno denunciato il problema, semmai dovrebbero chiedere che i risparmi siano investiti nella Sanità.

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ESAMI MEDICI INUTILI –

Francamente non capisco. Perché i medici protestano, fino a minacciare uno sciopero della categoria, se il governo è deciso a tagliare gli sprechi degli esami inutili? Di che cosa si preoccupano? Sono i primi, come denunciano da tempo diverse associazioni di categoria (per esempio i radiologi) a conoscere la gravità di questo fenomeno e l’enorme costo per il Servizio sanitario nazionale. E adesso nessuno vuole imporre a un professionista quali radiografie prescrivere, semplicemente si sta tentando di ridurre quelle inutili. Un cambiamento grazie al quale i medici, semmai, dovrebbero lavorare meglio e con maggiore rigore. Certo: se si tagliano gli sprechi, chi sbaglia paga. Ovvero i test inutili vanno anche sanzionati perché mettono a rischio l’intero equilibrio del sistema della Sanità pubblica.

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TAGLI ESAMI MEDICI INUTILI –

Vorrei solo ricordare ai medici ospedalieri, dei quali tutti dobbiamo apprezzare la professionalità, l’impegno e la dedizione al lavoro anche in condizioni spesso impossibili, i termini del problema. L’enormità dello spreco in discussione. Una prestazione sanitaria su quattro, stiamo parlando di risonanze, tac, esami radiografici, è inutile. Assolutamente inutile. Ciò comporta uno spreco, calcolato dal ministero della Salute e non da qualche agguerrita associazione dei consumatori, pari a 13 miliardi di euro l’anno. Soltanto le risonanze inutili, 1 milione su 5 milioni svolte ogni anno, una volta eliminate consentirebbero di  recuperare 165 milioni di euro l’anno. Stesso discorso per le Tac: se ne fanno 3,8 milioni l’anno e almeno il 10 per cento sono del tutto sprecate. Al costo di ogni singola prestazione bisogna poi aggiungere il tempo di lavoro del personale, che spesso viene distratto da incarichi urgenti.

GUERRA AGLI ESAMI INUTILI: MEDICI IN RIVOLTA –

Semmai i medici dovrebbero fare un’altra battaglia, e rovesciare il punto di scontro con il governo. Dovrebbero schierarsi a favore dei tagli, con i massimo rigore, e chiedere ad alta voce che i soldi recuperati dalla eliminazione degli sprechi con gli esami ( ma il discorso vale anche per l’acquisto di medicinali, le forniture ospedaliere, i pasti ai degenti, etc..) vengano utilizzati per migliorare il Servizio sanitario nazionale e non finiscano nel pentolone della spesa pubblica. Questo sarebbe un argomento sul quale, eventualmente, protestare e fare sciopero.

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