Questo sito contribuisce all'audience di

Impariamo a fare una cosa per volta. Cinque modi per sconfiggere il multitasking

Una ricerca dell’università del Sussex: fare troppe cose insieme genera depressione e ansia. Il cervello, per funzionare bene, ha bisogno dei suoi tempi e di una scaletta di priorità. Il multitasking invece ci fa sentire onnipotenti.

Impariamo a fare una cosa per volta. Cinque modi per sconfiggere il multitasking
Effetti del multitasking
di
Condivisioni

EFFETTI DEL MULTITASKING SULLA SALUTE

Troppe cose, contemporaneamente. La civiltà della fretta, l’ossessione del tempo che ci rincorre, ci spingono a uno spreco irrazionale del nostro cervello, sottoposto a un continuo stress compulsivo: quello del volere fare tutto insieme. Con il rischio di sbagliare.

Durante le nostre giornate può succedere di ritrovarci a dover fare più cose contemporaneamente, soprattutto al lavoro. Ad esempio rispondere a una mail e allo stesso tempo scriverne un’altra o portare avanti una conversazione al telefono. Si chiama multitasking. Passare da un compito all’altro in maniera abbastanza rapida ci fa sentire quasi come degli abili giocolieri. In realtà è solo un’illusione. Anche se ci sentiamo molto efficienti dal momento che stiamo portando a termine più cose contemporaneamente, in realtà non lo siamo affatto. Il multitasking è un vero e proprio virus che minaccia la nostra salute. Impariamo a difenderci cominciando a fare una cosa per volta.

LEGGI ANCHE:  Le nostre vite sempre di fretta, ma ne vale davvero la pena?

MULTITASKING FA MALE AL CERVELLO

Torniamo a questa vecchia e sana abitudine e impariamo a recuperare la concentrazione, mirata su un obiettivo, privilegiando la qualità delle nostre azioni. Allontaniamo, insomma, la dannosa frenetica attività contemporanea attraverso l’uso simultaneo degli strumenti tecnologici. Scrivere una mail, guardare la tv, parlare al cellulare, usare il tablet: troppa roba tutta insieme.

SINGLETASKING

Perché conviene passare dal multitasking al singletasking? Innanzitutto per motivi di salute, per difendere il nostro cervello e perfino l’equilibrio psicofisico. Secondo una ricerca dell’università del Sussex, il multitasking produce ansia e depressione, alterando le stesse funzioni del cervello e costringendolo a un’attività che non è nella sua natura. «È un rischio enorme, che corriamo tutti. E dal quale possiamo difenderci soltanto tornando a uno stile di vita più pacato, meno prigioniero delle opportunità che arrivano dalla tecnologia» commenta Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell’Associazione europea sui disturbi e gli attacchi di panico.

COME RECUPERARE LA CONCENTRAZIONE

In secondo luogo, fare una cosa per volta significa salvare la concentrazione e dunque la qualità di un gesto con i relativi risultati. La vita non può ridursi a una somma di cose da fare, contemporaneamente, per rispettare il calendario delle scadenze. C’è bisogno di tempi e di priorità.

STRESS DA MULTITASKING

Terzo: il multitasking produce stress, e rischia di farci essere poco presenti nelle cose che facciamo. Al contrario, il singletasking significa dedicarsi alla cosa giusta nel momento giusto. Con piena presenza. Infine, mentre secondo alcuni studiosi il multitasking è una sorta di piccolo delirio di onnipotenza dell’uomo che in questo modo sente di avvicinarsi all’immortalità, il singletasking è un comportamento naturale, più coerente con la fisionomia dell’uomo. Uno stile di vita che ci avvicina alla realtà.

PER APPROFONDIRE: Nuove tendenze, basta con la schiavitù del tempo che ci insegue

Ultime Notizie: