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Cibo confezionato nella plastica, può fare danni alla crescita dei bambini. Contiene tossine che finiscono nel sangue

L'allarme lanciato dall'Accademia dei pediatri americani. Quelle confezioni contengono petrolio e cloruro. Le alternative? Contenitori in vetro o in acciaio. E acquisti di prodotti sfusi

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EFFETTI DANNOSI CIBO IN PLASTICA

L’ultimo allarme arriva dall’American Academy of Pediatrics, il sinedrio dei maggiori studiosi americani in pediatria: i cibi confezionati nella plastica possono fare danni ai bambini, e colpirli nel loro processo di crescita.

Sul banco degli imputati ci sono sempre le stesse sostanze. Avete presente le vaschette di plastica poi coperte da una pellicola (altra plastica) che imbottiscono la frutta acquistata al supermercato? Oppure la plastica che usiamo per conservare i cibi in frigorifero? All’interno di questi prodotti si contano circa 1.000 sostanze che hanno a che fare con la chimica. In particolare due sono considerate le più a rischio. La prima è il bisnefolo A (BPA) che trasmette particelle inquinanti, a lungo andare, in grado di compromettere l’assetto ormonale dei bambini e le condizioni delle donne in gravidanza. 

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CONFEZIONI DI PLASTICA PER IL CIBO

La seconda sostanza più critica è il Pvc, ovvero un derivato del petrolio e del cloruro. Anche questo è un prodotto chimico che, nel tempo, si trasmette dalla plastica al cibo, alternado anche il sapore di ciò che mangiamo. Il Pvc ha un effetto pesante per la nostra salute, e in particolare per quella dei bambini, per il fatto che trasmette tossine poi iniettate nel sistema sanguigno. Da qui, ancora una volta, i rischi pormonali, che impattano sulla crescita. Esistono alternative ai conteniitori di plastica?

IMBALLAGGI DI PLASTICA ALIMENTI

Sicuramente sì, e riducono a livelli davvero marginali questi rischi denunciati anche dall’Associazione dei pediatri americani. Le principali alternative sono contenitori in vetro o in acciaio, per conservare cibi in frigorifero: oppure gli acquisti in punti vendita e in reparti dove la merce è venduta sfusa, per quanto riguarda la spesa. Stesso discorso per l’acqua: le bottiglie in vetro sono comunque preferibili rispetto a quelle in plastica che, spcie quando sono esposte al sole, possono modificare le caratteristiche dell’acqua e trasmettere quelle tossine di cui abbiamo parlato.

Lo ripeteremo sempre: le alternative alla plastica esistono e sono tante. Sceglierle tocca solo a noi, come consumatori reponsabili. 

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