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Come educare bene i bambini: piccole pesti a lezione di galateo

Educazione e buone maniere sembrano essere passate di moda, la lingua universale della gentilezza è da annoverare tra quelle in via di estinzione. Non sprechiamo l'occasione di crescere bambini educati e futuri adulti a modo

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COME EDUCARE BENE I BAMBINI –

Premesso: una laurea per imparare alla perfezione il mestiere di genitore non esiste. E dunque mettiamo nel conto la possibilità di sbagliare con il nostro metodo educativo, magari non adatto ai nostri figli, e mettiamo nel conto che il mestiere di genitore è affascinante quanto difficile. Però possiamo provare a condividere alcune esperienze, ed a farle diventare dei consigli utili per la comunità di Non sprecare.

Torniamo a parlare di buoni metodi per educare i figli, specie quando sono ancora piccoli. Tanti sforzi pedagogici spesso non ottengono i risultati sperati generando, piuttosto, veri campioni di maleducazione che in nome della libertà creativa – guai a frustrarla – imperversano prepotenti e sguaiati a scuola e al supermercato, per la strada e al parco, in casa propria e altrui. Rimproverarli non si può perché ha un effetto deleterio sull’autostima (la loro) e sopportarli neppure perché ha un effetto devastante sul sistema nervoso (il nostro).

LEGGI ANCHE: L’importanza di educare senza urlare, la rabbia non serve a nulla

COME INSEGNARE AI BAMBINI IL RISPETTO DELLE REGOLE –

Confondere la spontaneità con la villania, l’esuberanza con la grossolanità, far passare per fantasioso quel che che è banalmente sgarbato è un’abitudine comune a molti genitori: i maleducati sono sempre i figli degli altri. Innegabile che volgarità e rozzezza siano dilaganti. E non certo per colpa dei bambini senza educazione ma per merito esclusivo dei genitori, che quell’educazione non possono insegnarla perché non l’hanno imparata mai. Educazione e buone maniere, poche regole che venivano impartite dai genitori attraverso l’esempio e la pratica quotidiana, sono sconosciute ai più, la lingua universale della gentilezza è da annoverare tra quelle in via di estinzione. Non dovrebbe stupire, quindi, che fiorisca una manualistica rivolta ai giovani genitori che spiega cos’è l’educazione e come la si insegna.

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A partire dalle regole più banali, per esempio che si risponde ai saluti e che li si porge per primi quando si entra in una stanza dove ci sono già altre persone. Chi non lo sa? Ci sono genitori che hanno bisogno di questi libri, spiega Nessia Laniado, scrittrice ed esperta di terapia della famiglia, autrice di “Bon ton per bambini” (Red, pagine 93, euro 12.90), l’ultimo dei suoi libri dedicato all’educazione dei più piccoli, e in genere sono quelli che cercano il consenso dei propri figli, che vorrebbero essere loro amici piuttosto che loro educatori, che si cullano nell’errata convinzione che lasciare i bambini liberi di scegliere sia il modo giusto per crescerli autonomi e giudiziosi.

PER APPROFONDIRE: Educazione ai figli, siamo troppo protettivi e cresciamo ragazzi poco indipendenti

GALATEO PER BAMBINI –

Già il termine bon ton sembra appartenere a un’altra epoca: va da sé che il galateo moderno non può essere un noioso elenco di norme cervellotiche né un manuale di rituali oziosi o di frasi fatte. Piuttosto, serve un’etica del concreto, calata nelle manifestazioni quotidiane, nei piccoli gesti e nella sollecitudine, una via per affinare se stessi e avere un’autentica attenzione ai bisogni di chi ci circonda.

COME EDUCARE BENE I PROPRI FIGLI –

Non basta la cortesia: per stare al mondo bisogna ricorrere alla gentilezza, un atteggiamento mentale. Si tratta di instillare nel bambino alcuni principi basilari di comportamento come autentica espressione di attenzione nei confronti dell’altro. Un’etica delle piccole cose, di gesti semplici ma significativi riflessa anche in altri due manuali sullo stesso tema – l’educazione – ma rivolti direttamente ai più piccoli: Giusi Quarenghi spiega ai diretti interessati come si diventa un gentilbambino, una persona che non ha bisogno di farsi dire, ripetere, urlare un milione di no in “Manuale di buone maniere per bambini e bambine” (Rizzoli, euro 12.50). Per diventare un gentilbambino si ha bisogno di esempi. Se un papà ha l’abitudine di insultare gli altri auotomobilisti quando è al volante, è molto probabile che il suo bambino prenda l’abitudine di insultare gli altri bambini. Se una mamma è un’urlatrice, è facile che la sua bambina diventi un’urlatrice.

BAMBINI E TECNOLOGIA: Come educare i figli all’uso corretto di internet e dei social network

LIBRI SULL’EDUCAZIONE DEI FIGLI –

In sintesi: i divieti devono essere coerenti, reciproci e rispettosi e un buon esempio vale più di mille parole. Anche se qualche spiegazione ci vuole: perchè bisogna cedere il posto in auto o sul metro a chi ha più bisogno di stare seduto? E come mai non si deve interrompere chi sta parlando? Davvero è necessario aprire la porta a chi non è in grado di farlo? A queste e a molte altre domande risponde Annie Grove con “Leon e le buone maniere” (Giralangolo, 11 euro), un libro destinato ai piccolissimi molto illustrato e con poche ma azzeccate parole che descrivono le buone maniere (e che potrebbero tornare utili ai genitori tempestati dai perché).

L’ESEMPIO: Come insegnare la gentilezza ai bambini attraverso il gioco e l’esempio 

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1 Comment
  • Marco
    13.11.2014

    Sono in disaccordo perché in realtà la parole educare un bambino significano bloccare la creatività ma soprattutto l’identità del bambino ..se è una peste ben venga