Sign up with your email address to be the first to know about new products, VIP offers, blog features & more.
[mc4wp_form id="5505"]
Questo sito contribuisce all'audience di

Donne pastore, la missione di Sara, Renata e Luana: hanno lasciato la città, e si dedicano a salvare le pecore

A giugno ha preso avvio il progetto “gemellaggio tra le tre pecore”, promosso dal Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano al fine di evitare l’estinzione di specie locali ormai sempre più rare come le cornigliesi, le Lamon e le Rosset.

Condivisioni

DONNE PASTORE

Dalla mattina fino al tramonto. Questa è la giornata di lavoro di Sara Simonetta, 38 anni, che ha deciso, con altre donne, di lasciare Milano e la vita di città, per dedicarsi a una nuova missione: salvare le pecore, e diventare pastora, nel parmense. Quattro anni fa ha abbandonato le comodità della città e ha iniziato a fare l’allevatrice, un impegno che dall’inizio di giugno contribuisce anche a preservare la biodiversità del nostro Paese. Insieme ad altri pastori ha deciso, infatti, di aderire al progetto “gemellaggio tra le tre pecore”, promosso dal Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano al fine di evitare l’estinzione di specie rare, come le pecore cornigliesi di cui si occupa. Accanto a lei si sono schierate anche altre due donne, Renata Tollardo e Luana Usel che contribuiscono a prendersi cura di ovini autoctoni come Lamon e Rosset.

LEGGI ANCHE: Il ritorno dei pastori, duemila ragazzi under 40 scelgono le pecore. E guadagnano…

GEMELLAGGIO TRA LE TRE PECORE

Il progetto coinvolge il comune di Corniglio, in provincia di Parma, il comune di Lamon, in provincia di Belluno, e il comune di Valgrisenche, in provincia di Aosta. L’iniziativa, per volere dei promotori, intende assecondare anche quella nuova generazione che ha deciso di tornare nei pascoli per passione, e che noi di Non sprecare abbiamo raccontato più volte. Nello specifico poi il “gemellaggio tra le tre pecore” contribuisce a salvaguardare le razze autoctone dall’estinzione e a creare una piattaforma di lavoro comune e sostegno reciproco. In questo modo si riesce non solo a creare un sistema pienamente sostenibile ma anche ad attrarre turismo enogastronomico.

RITORNO DEI PASTORI IN ITALIA

La prima delle tre donne che hanno a che fare con il progetto, Sara, ha deciso di tornare sui monti parmensi dove passava ogni estate con i nonni. Così si è informata sulle razze locali e ha scoperto la pecora cornigliese. Nata da un incrocio di ovini locali con merinos spagnoli, questa specie oggi in Italia conta solo 800 esemplari, 50 dei quali sono sotto le cure di Sara. Renata, invece, non si occupa più delle pecore, in particolare delle Lamon, ma lo ha fatto per una vita e contribuisce al progetto con il suo carico di esperienza e conoscenza. La sua speranza è che i boschi non si mangino del tutto i terreni per il pascolo che i suoi avi hanno frequentato per decadi. Luana, infine, appena 36 anni, ha deciso di dedicarsi alle pecore Rosset, nonostante una laurea in lingue. Il suo obiettivo è mantenere in vita la tradizione dei tessitori della Valgrisenche, noti per la lavorazione della lana di questa specie di ovini.

DONNE IN AGRICOLTURA: STORIE DI SUCCESSO

Agricoltura in crescita, può salvare il Sud. Grazie a donne e giovani

Giovani e donne in agricoltura, oltre 7.500 nuove aziende. Non vi sembra un miracolo da coltivare?

Lavoro stagionale in agricoltura, un’esperienza importante in un settore in continua crescita

La fotomodella che alle passarella ha preferito le pecore e le stalle (foto)

Nessun commento presente

Che ne pensi?