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Doggy bag, impariamo tutti a chiederla nei ristoranti. Come in America e in Francia

In Italia la usano solo il 20 per cento dei clienti. E molti pensano ancora che sia una cosa «da maleducati e da poveracci». Negli Stati Uniti la prima a chiederla è Michelle Obama, nemica degli sprechi alimentari.

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DOGGY BAG AL RISTORANTE –

Dovremmo tutti, proprio tutti, convincerci di quanto sia utile la doggy bag, il sacchetto con il quale il ristorante consente al cliente di portare a caso il cibo avanzato a tavola. Lo spreco di cibo nei ristoranti è altissimo: supera il 30 per cento dei pasti ordinati. Ma c’è ancora troppa timidezza, pudore, e talvolta perfino vergogna, nell’uso della doggy bag. Pensate il 25 per cento degli italiani la considera «volgare, da maleducati e da poveracci».

LEGGI ANCHE: Doggy bag, la diffusione della cultura del “portar via” in Italia, Francia e Spagna

DOGGY BAG IN AMERICA –

E invece in America è innanzitutto Michelle Obama a usarla, ed a farsi fotografare mentre porta a casa il cibo recuperato dal ristorante. Lo ha fatto anche durante un viaggio in Italia, quando uscendo da una trattoria romana ha mostrato la sua doggy bag con l’avanzo della carbonara che aveva ordinato.

DOGGY BAG IN FRANCIA –

In Francia, all’interno della lotta contro lo spreco di cibo, è stata fatta perfino una norma che obbliga i ristoranti con più di 180 posti a sedere di avere in dotazione la doggy bag. In Italia, invece, appena il 20 per cento dei clienti la chiedono, anche se, in teoria, uno su cinque, si dichiara favorevole a utilizzarla.

PER APPROFONDIRE: Perché non ridurre la tassa sui rifiuti ai ristoranti che evitano sprechi di cibo?

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