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L’accidia è il peggiore dei vizi capitali. Nega, distrugge e spreca la bellezza della vita

Un sentimento che mescola noia e indifferenza. Ma anche un modo cinico e distaccato di vivere. Nella storia gli accidiosi hanno fatto molti danni, sgretolando intere società

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ACCIDIA

Forse perché  sono nato al Sud, dove la specie è molto diffusa, ma devo dire che gli accidiosi non mi sono mai piaciuti. Ho sempre fatto fatica a giustificarli. E non per un giudizio moralistico, ma per la quantità di danni, di sprechi, che ho sempre collegato, quasi in automatico, a questo vizio capitale. Gli altri sei (superbia, invidia, ira, gola, avarizia e lussuria) li considero tutti meno gravi e più comprensibili.

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DANNI ACCIDIA

L’accidioso è un nemico del fare. Ed è un nemico sempre pronto a scendere in campo contro chi fa. Non ha voglie, desideri, slanci: mescola noia e indifferenza, cinismo e distacco. C’è qualcosa, in questo atteggiamento, che va ben oltre una quotidiana indolenza, una forma di pigrizia che ciascuno di noi porta dentro ( a chi non piace poltrire nel letto?). No, qui siamo alla vita che viene negata, e quindi sprecata.

ACCIDIA PEGGIORE DEI VIZI CAPITALI

L’accidia è anche un segno di super Io, un modo arrogante di prendere le distanze dagli altri, di sporcarsi le mani immedesimandosi nelle storie che ci circondano. Ed è dentro la ricorrente domanda, che evoca opportunismo: «lo faccio o non lo faccio?». Un modo per non rischiare mai nulla, vivere di rendita, beneficiando dell’energia che altri mettono in campo.

ACCIDIA PECCATI CAPITALI

Questo vizio capitale ha lasciato tracce pesanti nella storia dell’uomo, specie in tempi moderni. Se volete capire che cosa ha portato alla rivoluzione contro lo zarismo, prima, e alla violenza del comunismo in Russia, poi, leggete Oblomov, il capolavoro di Ivan Goncarov, che pennella con perfetta cifra narrativa l’accidioso universale. L’uomo che trascina non solo se stesso, ma un’intera società verso il baratro.

Infine, l’accidia è come il diabete nella medicina: una malattia che ne scatena altre. Giustamente Dante ha inserito gli accidiosi in un girone infernale vicino a quello degli irosi: fateci caso, l’accidia si accompagna sempre a forme ricorrenti di rabbia, di disprezzo per gli altri. E anche questo è un grande spreco di vita.

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