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Palazzo Chigi continua a spendere dieci milioni di euro per affitti

Uffici sparsi nella capitale e ricchi canoni a Unicredit, all’Inps, al costruttore Scarpellini, all’editore Amodei. Ma siamo sicuri che servono tanti immobili? E non si possono avere a prezzi migliori?

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COSTO AFFITTO UFFICI PALAZZO CHIGI –

Il buon esempio della spending review dovrebbe partire da Palazzo Chigi. Con tagli di spese che si possono evitare, autentici sprechi. Tra questi sicuramente ci sono alcuni affitti che la presidenza del Consiglio paga a varie società per avere la disponibilità di diversi uffici a Roma.

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SPRECO DENARO AFFITTO UFFICI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO –

Stando al bilancio del 2015, la spesa per gli affitti di Palazzo Chigi non è stata toccata: ancora 10 milioni di euro l’anno, come nel 2014. Sono tanti soldi che vanno a Unicredit (1,5 milioni per Palazzo Verospi), al costruttore Sergio Scarpellini (922mila euro) per un immobile nel centro di Roma, all’Inps (1,7 milioni di euro) per un intero palazzo, a Bnp Paribas (1,2 milioni) per la sede della Protezione civile, all’editore Roberto Amodei (4,5 milioni di euro) per uno stabile. Infine, 700mila euro volano per condividere un archivio fatiscente alle porte di Roma.

GLI AFFITTI D’ORO DI PALAZZO CHIGI –

Fin qui i conti. Ci sono due domande, molto pratiche, che meriterebbero una risposta. La prima: ma siamo proprio sicuri che la Presidenza del Consiglio abbia bisogno di tanti uffici, tra l’altro dislocati in parti diverse della capitale, per il lavoro dei suoi dipendenti? E non è possibile trovare qualcosa di meglio sul mercato, laddove servono spazi, considerando anche che i prezzi sono scesi dappertutto?

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