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Contraffazione alimentare, un formaggio su tre che arriva a tavola è taroccato

L’industria dei falsi colpisce in modo duro anche l’agroalimentare, causando danni ingenti per l’erario e per i produttori onesti.

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CONTRAFFAZIONE AGROALIMENTARE –

Nel fare la spesa, specie per pranzi e cene durante i giorni delle vacanze di Natale, tenete bene in mente il seguente dato: in Italia, sulle nostra tavole, un formaggio su tre che mangiamo è semplicemente tariccato. Contraffatto. Privo nella realtà di tutti i requisiti di qualità, di genuinità, tipici di un formaggio made in Italy. Un esempio, ma ne potremmo fare davvero tanti, di come la contraffazzione alimentare arriva, con il suo potenziale di spreco assoluto, nelle nostre case.

Ogni volta che si parla di contraffazione e di prodotti taroccati, il nostro pensiero va automaticamente all’abbigliamento. L’industria dei falsi, però, è molto forte anche in un altro settore vitale della nostra economia: quello dell’agroalimentare. Qui, ogni anno, i prodotti falsi generano un giro d’affari di un miliardo di euro che, tradotto, vuol dire 20mila posti di lavoro in meno per il nostro Paese, danni erariali, danni ai produttori onesti che subiscono la concorrenza sleale.

CONTRAFFAZIONE TABACCO –

Anche quello del tabacco è un settore molto esposto alla contraffazione: spesso, infatti, capita che le sigarette acquistate di contrabbando non siano originali ma provengano da paesi come Singapore, Egitto, Cina. Acquistare tali sigarette, poi, vuol dire anche alimentare lo sviluppo di un’industria illegale che molto spesso fa capo alla malavita e non alle singole persone.

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