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Concentrarsi su fuliggine e metano per ridurre l’inquinamento

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È ormai risaputo che ridurre l’inquinamento atmosferico è difficile e impopolare, ma esiste anche una via meno cara per tagliare alcuni dei più insidiosi agenti nocivi. È quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Science.

Gli scienziati hanno puntato la loro attenzione su due elementi poco pubblicizzati quando si parla di inquinamento atmosferico, ma molto pericolosi, come la fuliggine e il metano.

Normalmente, spiega lo studio, quando parliamo di inquinamento, l’attenzione si concentra sulle emissioni di carbonio che provengono dall’industria e dal traffico veicolare. Visto, tuttavia, che è molto difficile agire in maniera globale su questo fronte, per la crescente resistenza di paesi le cui economie si basano sui combustibili meno cari, la lotta all’inquinamento può essere spostata su questi due altri agenti, con ottimi e durevoli risultati in termini di raffreddamento globale.

«Trattare con questi inquinanti – si legge nello studio – è più praticabile, rispetto alle emissioni di CO2, e porta a benefici più rapidi».

La fuliggine è un sottoprodotto della combustione di legno, sterco, carbone e altri combustibili. Causa gravi malattie ai polmoni e al cuore, riscalda l’atmosfera assorbendo le radiazioni solari, e può mutare il ciclo delle piogge. Per ridurre la fuliggine occorre migliorare stufe e cucine, installare dei filtri particolari sui veicoli diesel, togliere dalla circolazione i veicoli più inquinanti e bandire l’abitudine di dare fuoco alle stoppie sui terreni agricoli.

Il metano, che è la parte infiammabile del gas naturale e che si forma anche dalla putrefazione e dalla digestione, è un gas serra come la CO2, ma ancora più potente. I paesi potrebbero impegnarsi ad aggiornare gli impianti di trattamento delle acque reflue, limitare le emissioni provenienti dal letame animale nell’allevamento, drenare più spesso le risaie, catturare i gas che sfuggono dalle miniere di carbone e dagli impianti a petrolio e gas e ridurre le perdite degli oleodotti.

Bloccare l’emissione di una tonnellata metrica di metano potrebbe costare anche 250 dollari, ma i benefici sarebbero compresi tra i 700 e i 5.000 dollari. Più difficile quantificare il costo/beneficio per la fuliggine, ma i vantaggi maggiori si avrebbero, certamente, sul piano della salute umana.

Lo studio stabilisce che se venissero seguite le 14 raccomandazioni elencate, ritagliate dal piano complessivo delle misure di controllo già esistenti su 400 agenti inquinanti, il riscaldamento globale potrebbe essere ridotto di mezzo grado centigrado entro il 2050. Verrebbero, inoltre, evitate tra 700mila e 4,7 milioni di morti premature e il rendimento dei raccolti potrebbe crescere annualmente di 30-135 milioni di tonnellate metriche.

La maggior parte delle vite salvate sarebbe in Bangladesh, Nepal e India, dove i livelli della fuliggine sono elevati, mentre i benefici all’agricoltura si concretizzerebbero maggiormente in paesi come Iran, Pakistan e Giordania, ma anche nel sud dell’Asia e nel Sahel africano.