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Siamo sempre più procrastinatori. Per paura, per l’illusione di fare meglio all’ultimo istante. E per colpa del web

Meglio passare per svogliati o ritardatari che per incapaci: ragiona così il procrastinatore. Quelli cronici sono il 20 per cento della popolazione, e il 75 per cento tra i giovani. Uno spreco enorme di tempo, di opportunità e di energie. Il timing giusto è determinante. Come si smette di rimandare.

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COME SMETTERE DI RIMANDARE

Procrastinare sta diventando sempre più di moda, specie tra i giovani. Per quali motivi? Le migliori ricerche scientifiche ne individuano tre, e sono tutti in aumento. Il primo è la paura, perfino il terrore, del giudizio degli altri. Dietro una patina di precisione e di zelo, nel procrastinatore seriale si nasconde l’insicurezza, e quindi il terrore che il giudizio altrui sulle cose fatte sia negativo. Meglio passare per svogliati o ritardatari che per incapaci: nell’inconscio del procrastinatore c’è questo sottile paradigma. In secondo luogo, nell’era della fretta, che, ricordiamo, deriva dal latino fregare e segnala l’uomo fregato da un uso compulsivo e sprecone del tempo, in questa era di pulsioni, sono in molti a pensare di fare le cose al meglio quando si è davvero sotto pressione. Last minute, all’ultimo minuto, sul filo poi di un reiterato ritardo. E’ una pia illusione. Arrivare sull’orlo dell’ultimo istante, e poi scivolare nel baratro del ritardo cronico, è un modo diretto per non fare bene le cose, o magari per non farle mai. 
Infine, specie per i più giovani, il web ha talmente distorto il concetto di tempo, che spesso ci si smarrisce tra il reale e il virtuale. Ciò che sembra veloce e immediato sul web, non è detto che sia altrettanto rapido nella realtà. E quando un ragazzo scivola nell’incapacità di fare un esame della realtà, allora si paralizza, si spaventa, ed entra nel circolo vizioso dei procrastinatori. Un esempio rende bene l’idea. Il web ci dice che organizzare un viaggio è una cosa rapida e veloce: si tratta solo di smanettare su Internet e fare la scelta migliore. Nella realtà, le cose stanno diversamente, e ad allungare i viaggi esistono anche i tempi morti: prendere la macchina, arrivare alla stazione, parcheggiare, raggiungere il binario, salire sul treno. Sommate, e se non calcolate bene con un esame della realtà, è più che probabile che perdiate il vostro treno. 

COME SMETTERE DI RIMANDARE LE COSE

Rimanda oggi, rimanda domani, e alla fine il rischio è di restare con un pugno di mosche in mano. Uno spreco di tempo, di energie, di opportunità. Tutto per il maledetto vizio di procrastinare che colpisce il 20 per cento della popolazione e ben il 75 per cento dei giovani (è un altro degli effetti perversi dell’uso eccessivo degli apparati tecnologici).

Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi: un proverbio di buon senso che non possiamo considerare come un comandamento. A volte, infatti, abbiamo bisogno di prendere tempo, guadagnarlo, prima di decidere qualcosa, e la fretta non aiuta nei momenti in cui bisogna scegliere, dentro o fuori, sì o no. Ma, una cosa è ponderare con la dovuta cautela e un’altra è invece procrastinare sempre e comunque, magari in attesa di eventi che non si verificheranno mai. Qui scivoliamo nelle tenebre dello spreco.

DANNI DEL RIMANDARE

I danni del rimandare, o del procrastinare continuamente, sono diversi. C’è un effetto di tempo sprecato, di perdita, nella totale incertezza che ci paralizza, della giusta dimensione tra le cose e l’orologio che ne scandisce la giusta necessità in materia di tempistica. C’è, altro spreco, la seria probabilità di non cogliere occasioni, opportunità, momenti. Qui sta il segreto del giusto timing: qualcosa che oggi è possibile, a portata di mano, rinviata a domani diventa irrealizzabile. Sfuma. Il rimandare ci consegna, rendendoci prigionieri, a una dimensione di sulfureo futuro, senza vitalità e senza spinte di energia: ci sfugge così la faccia reale delle cose e il contatto con la realtà.

PER SAPERNE DI PIÙ: Sempre di fretta, sempre di corsa, le nostre vite scoppiano perché il tempo ci è sfuggito di mano. Quando? Come? Con quali danni? Tutte le risposte in questo libro

COME SMETTERE DI PROCRASTINARE

Rinvia oggi, rinvia domani, magari con l’idea di fare sempre tutto al meglio, cercando di rincorrere un’ipotetica perfezione, e gli effetti sono davvero controproducenti. Contrari all’obiettivo. Le cose si sfilacciano, perdono di intensità, e anche una virtuale perfezione, diventa assolutamente inutile (altro spreco di energie) e le performance di segno negativo.

PER APPROFONDIRE: Lamentarsi non serve a nulla, molto meglio riflettere e agire

COME SMETTERE DI RIMANDARE TUTTO

Il rimandare, segno di incertezza e di debolezza da non confondere con l’utilità del dubbio, è anche una difesa nell’accidia. Non a caso il poeta greco Esiodo, nell’800 avanti Cristo, paragonava l’uomo procrastinatore ( da pro, in avanti, e cras, domani) all’uomo accidioso, considerandoli due sinonimi. Ed a forza di rinviare non facciamo altro che accumulare ansia, sensi di colpa, noia e autocommiserazione. Quanto basta per diventare persone che vivono male.

POCHE MA FORTI IDEE PER NON SPRECARE TEMPO:

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