Sign up with your email address to be the first to know about new products, VIP offers, blog features & more.
[mc4wp_form id="5505"]
Questo sito contribuisce all'audience di

Come ritrovare le biciclette rubata attraverso facebook e con i microchip: il caso di Edimburgo e di Milano

Un biker di Edimburgo ha scelto un metodo convincente: ha diffuso sul social network il numero del ladro, che stava rivendendo la sua bici su Kijiji, invitando tutti a tempestarlo di sms. Il furfante ha restituito il maltolto.

di Posted on
Condivisioni

Ritrovare le biciclette rubate è possibile, basta sapere come utilizzare a proprio favore la rete. Un’idea è prendere esempio da Roy Munro, ostinato biker inglese. Tutto ha inizio, come leggiamo sul Messaggero, quando Mr Munro si accorge che la sua bici da mille sterline, rara e non più in produzione, è stata rubata e messa in vendita sul portale di annunci Kijiji. Sull’annuncio c’era anche il numero di telefono.

COME RITROVARE UNA BICICLETTA RUBATA CON FACEBOOK. Roy, su conisglio della polizia, si è finto venditore e ha dato un appuntamento al venditore. Ma l’agguato è fallito. La vittima del furto quindi ha scelto un metodo forse poco ortodosso, ma convincente: ha diffuso su Facebook il numero del ladro invitando tutti a tempestarlo di telefonate e sms dallo stesso tono: “Ladro di biciclette!”.

PER SAPERNE DI PIU’Bicicletta, le città migliori per i ciclisti

BICICLETTA RITROVATA CON L’AIUTO DI FACEBOOK. E dopo un’ora, ecco la sorpresa: Roy ha ricevuto una e-mail nella quale il aldro avvertiva: “la tua bici si trova parcheggiata vicino al tuo appartamento”. La corsa in strada e Roy finalmente si è rimpossessato della sua bici. La polizia, intanto, è alla caccia del ladro.

 

LEGGI ANCHE: Ecco la bici fatta a mano con i rottami delle vecchie auto

IL MICROCHIP PER BICICLETTE. E in Italia? Come leggiamo sul portale Tiscali, nella città dei diecimila furti di biciclette all’anno, trovare una soluzione a questo annoso problema è – per chi ama muoversi in maniera salutare e sostenibile – una priorità. L’idea che poteva cambiare radicalmente la situazione è di qualche anno fa: censire tutti i cicli della città attribuendo loro, tramite un microchip, un numero di serie unico e – pertanto – teoricamente sempre riconoscibile anche nel caso di furto/riverniciatura, ecc.

Ma “MiBiciSicura”, questo il nome del progetto, non è mai relamente decollato e i cittadini che si sono affidati a questo sistema iscrivendo il proprio mezzo al cosiddetto “registro provinciale” restano poche migliaia, mentre la città continua ad essere uno dei regni italiani dei ladri di biciclette.

A fare il punto sull’iniziativa è Giovanni De Nicola, assessore provinciale ai trasporti: “Siamo partiti bene – spiega – ma poi la partecipazione dei cittadini non è stata molto intensa. Oggi su questo registro pubblico abbiamo iscritto 2000 bicliclette; nell’ultimo anno non c’è stato l’incremento che speravamo, principalmente a causa della carenza di fondi. Le ristrettezze economiche hanno fatto sì che non fosse possibile né dotare tutti i vigili del palmare necessario alla lettura del microchip, né fare un adeguato battage all’iniziativa”.