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Ombrelloni sdraio, lettini: tutto per risparmiare. Gli stabilimenti con lo sconto per la mezza giornata

Cercate di condividere il vostro abbonamento con qualche amico o un’altra famiglia: è il primo modo per tagliare le spese. Non tutte le spiagge sono a pagamento e l’accesso alla battigia è sempre gratuito. Le migliori app per gli sconti

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COME RISPARMIARE IN SPIAGGIA

Non fidatevi. Alcuni sondaggi messi in circolazione dagli operatori degli stabilimenti balneari sembrano indicare una tendenza a bloccare l’annuale aumento dei prezzi per il mare. Cabina, ingresso, lettino, sdraio e ombrellone. In ogni caso, non si tratta di spese di poco conto, se pensiamo che, mediamente, un abbonamento costa circa 500 euro al mese. Per un ombrellone servono, in media, 10 euro, 15 per un lettino e 5 per la sdraio. Ovviamente parliamo di cifre che in località più alla moda e più frequentate e in particolari periodi, per esempio ad agosto o nei fine settimana, possono aumentare e non di poco.

A mare, quindi, come in qualsiasi tipo di spesa, il risparmiatore deve sapere difendersi. E i modi ci sono, come questi semplici ed efficaci consigli dimostrano.

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CONSIGLI PER RISPARMIARE IN SPIAGGIA

La condivisione. E’ il primo e più elementare modo per risparmiare. Se frequentate sempre la stessa spiaggia, e lo fate magari con amici, provate a fare una proposta di condivisione di ombrelloni, lettini e sdraio. O anche di un intero abbonamento. Può essere molto conveniente, e inoltre vi consente di stare al mare in compagnia con diversi vantaggi, non ultimo quello che potete dividere il compito di tenere d’occhio i bambini, quando ci sono. Il mare e la spiaggia, ricordatelo sempre, sono anche luoghi ideali per fare nuove amicizie, che poi vi ritroverete durante l’inverno.

Lo sconto della mezza giornata.  Più o meno tutti gli stabilimenti applicano una politica dei prezzi che prevede due fasce orarie: la giornata intera e la mezza giornata. Se non passate tutta la giornata a mare, cosa ormai piuttosto frequente e anche indicata per non esagerare con il sole, scegliete il vostro turno. E magari optate per il secondo, quando la forza del sole è meno intensa. Potrete avere uno sconto che arriva fino al 50-70 per cento del costo di ombrelloni, sdraio e lettini. E farete comunque una piacevole giornata di mare.

Scegliete il periodo giusto. Potete andare in vacanza fuori stagione: settembre è il mese in cui il mare costa meno. Potrete ottenere tariffe più basse presso hotel e bed and breakfast con prezzi inferiori del 30 per cento e risparmiare circa un terzo rispetto ai costi dell’alta stagione di agosto, il mese più caldo. Il mare “settembrino” può essere una soluzione interessante considerando che nei paesi del Sud il bel tempo dura fino ad ottobre (e anche oltre). Senza dimenticare che in questo modo non sarete travolti dalla calca di turisti e potrete godervi la pace e la bellezza delle spiagge e dei paesaggi naturali, senza dover circolare per ore con la macchina alla ricerca di un parcheggio libero.

Lasciate a casa l’automobile. Se non avete dei bambini piccoli, potete tranquillamente decidere di andare in vacanza senza portare con voi la macchina. Prendete invece il treno, l’autobus e l’aereo (è facile trovare un volo a meno di 100 euro), non dimenticando anche il piacere di una bella pedalata in bicicletta per i piccoli spostamenti.

Il pranzo è al sacco. Invece di pranzare nel ristorante dello stabilimento e spendere oltre 30 euro in gelati, bibite, caffè e un pranzetto veloce, potete portarvi lo spuntino da casa, organizzandovi con i classici panini, frutta e acqua, abbattendo così completamente la spesa per mangiare.

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Le spiagge meno costose in Italia. In genere si spendono 25 euro al giorno solo per l’ombrellone e due lettini, ma sfruttando le offerte potete spendere la metà. Le regioni italiane dove si trovano le spiagge più economiche con i servizi standard sono Friuli di Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana e Molise.

L’accesso alla battigia è sempre gratuito. Potete usufruire della battigia per prendere il sole, dato che la striscia di 5 metri compresa tra risacca e la sabbia è pubblica e fuori da ogni concessione. In alcuni stabilimenti è possibile riscontrare una notevole differenza di prezzo (anche del 70%) tra i servizi nei pressi della battigia e quelli più vicini all’ingresso dello stabilimento. Se per voi stare in riva al mare non è fondamentale, è una soluzione intelligente.

Non tutte le spiagge sono a pagamento. A volte, appena fuori dal centro abitato, si trovano calette deliziose e suggestive, dall’accesso più o meno agevole, ma in ogni caso completamente gratuite.

Scegliete la spiaggia libera a costo zero. E se volete stare comodi, potete investire in ombrellone, sedia e sdraio, e portare tutto da casa, proprio come si faceva una volta. E come ancora si fa in paesi civilissimi come l’America.

Portate sempre tutto il necessario. Anche la crema solare per non scottarvi. Nei luoghi di villeggiatura il costo dei prodotti potrebbe salire di molto rispetto, magari, agli acquisti fatti in città.

APP PER RISPARMIARE IN SPIAGGIA

Le app per il mare.  Sono molto diffuse e presentano diversi meccanismi di convenienza. Il sistema è più o meno quello di Airbnb trasferito dalle case alla spiaggia. Mettete a disposizione di altre persone, per il periodo o le ore nelle quali non siete in spiaggia, le vostre attrezzature: il risparmio arriva da un’ottimizzazione degli oggetti e, ancora una volta, da una forma di condivisione.

Nella riviera romagnola, per esempio, funziona molto bene l’app Marina che offre anche sconti particolari a determinati orari. In pratica l’app vi consente di avere in tempo reale i prezzi di ciò che vi serve. Due ragazzi piemontesi, Giulia Schillaci e Stefano Gremo, hanno brevettato un’altra app, copiata dalle spiagge dell’Australia, della Nuova Zelanda e della Thailandia, e l’hanno applicata per gli stabilimenti della Liguria.

Si chiama Playaya ed è una piattaforma che mette a disposizione dei clienti una sorta di servizio ombrelloni “last minute” a disposizione di abbonati che offrono la possibilità di cedere ombrelloni e lettini quando non li usano. Il tutto a prezzi superscontati. Il ricavato dell’accordo viene poi così diviso: i titolari dell’abbonamento incassano il 60 per cento, mentre il restante 40 per cento viene diviso in parti uguali tra gli stabilimenti e gli inventori della piattaforma.

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