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Come riciclare l’olio da cucina: qualche idea per evitare sprechi ed aiutare l’ambiente (foto)

L'olio scaduto o esausto può essere riciclato in tanti modi diversi: sapete che è perfetto per idratare la pelle, spalare via la neve e preparare in casa il sapone? Ecco tutti gli altri usi.

Come riciclare l’olio da cucina: qualche idea per evitare sprechi ed aiutare l’ambiente (foto)
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COME RICICLARE OLIO CUCINA

L’olio è uno di quegli ingredienti che non mancano mai in cucina e spesso ce ne serviamo per friggere pietanze davvero gustose. Alla fine, però, sorge il problema dello smaltimento, perché gettarlo nello scarico del lavandino o del water non è la soluzione migliore se non si vuole incappare nell’ostruzione delle tubature.

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RICICLO OLIO CUCINA

Cosa farne allora? L’olio esausto, può essere riciclato e dunque utilizzato per altri scopi che gli donano una seconda vita di cui approfittare per pulire la casa o alimentare una lampada. Ecco tutti i consigli:

  • Quando avete fritto, lasciate raffreddare l’olio nella padella e poi provvedete a filtrarlo, per eliminare tutte le impurità ed residui di cibo (magari con una garza a maglie molto strette); e poi travasatelo in un contenitore di vetro nel quale verrà congelato, per poterlo riutilizzarlo ancora.
  • L’olio esausto è un ottimo combustibile per le lanterne o le candele realizzate con altro materiale riciclato, come ad esempio contenitori di vetro o di metallo.

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  • Se di solito vi radete con la lametta e vi procurate delle ferite, sappiate che l’olio usato può essere un buon metodo per mantenere la pelle idratata e far scivolare meglio la lama sull’epidermide.

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  • Divertente è l’idea della lampada di lava, realizzata versando l’olio residuo in una bottiglia di plastica, alla quale si aggiungono alcune gocce di colorante alimentare e una compressa di anti acido (Alka Seltzer). A questo punto bisogna agitare energicamente e mettere una lucina sotto la bottiglia: l’effetto è momentaneo ma davvero spettacolare!
  • Con olio esausto, soda caustica e acqua si fa anche il sapone. Innanzitutto bisogna munirsi di guanti ed occhialini, perché la soda è corrosiva. Si comincia versando la soda nella pentola alla quale poi si aggiungono 50 cl di acqua. Dopodiché, si lascia raffreddare e poi si aggiunge l’olio esausto mescolando con un cucchiaio di legno per mezz’ora. Alla fine il composto viene versato in contenitori di plastica sui quali viene stesa una coperta. Dopo 72 ore il composto si è raffreddato e può essere tagliato a pezzetti, che devono essere lasciati raffidare, a loro volta, per circa 2 settimane, tra scorse le quali le saponette possono essere utilizzate.
  • Se possedete animali da cortile, ricordate che con l’olio potete condire il loro mangime, tipo riso, pane raffermo oppure potete regalare l’olio stesso al contadino di fiducia che saprà farne buon uso.

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  • Se vivete in una località di neve, l’olio riciclato potrà tornarvi utile quando dovrete spalare via la neve, appunto, dalla vostra strada o dal vostro cortile. L’olio, infatti, passato sulla pala, evita che la neve si attacchi e la fa scivolare via dalla pala senza intoppi, mentre lavorate.

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  • Se non volete riutilizzare l’olio esausto per realizzare prodotti “fai da te”, potete sempre controllare se nella vostra città esista o meno un punto di raccolto degli olii da cucina che vengono poi riutilizzati, intelligentemente, per produrre lubrificanti per macchine agricole, glicerina per la saponificazione, biodiesel per automobili o addirittura biocarburante per aerei, come nel caso del Boeing 777-200 che collega New York con Amsterdam, andata e ritorno, il primo volo intercontinentale che utilizza biocarburante, in grado di ridurre le emissioni di CO2 del 20%. La società KLM, produttrice dell’aeromobile ha deciso che, qualora i risultati dovessero continuare ad essere così soddisfacenti, il biocarburante verrà utilizzato per tuttala flotta in modo da ridurre le emissioni dannose dell’80%.

TUTTI I MODI PER RICICLARE GLI SCARTI ALIMENTARI:

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