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Lite tra fratelli: come gestirla? E se fosse una ricchezza?

Il libro di uno psicanalista francese ci invita a considerare normali i litigi tra fratelli e sorelle ed a non drammatizzare. Mia madre la pensava allo stesso modo, e così ha cresciuto quattro figli oggi molto uniti.

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COME GESTIRE LE LITI TRA FRATELLI –

Sono cresciuto in una famiglia di quattro figli, tutti maschi. E tutti autonomi e prepotenti al momento opportuno, ognuno con le proprie ferite di figlio, unico, primogenito, secondogenito e così via, puntualmente scavalcati da altri arrivi. Litigavamo spesso e mia madre con grande saggezza dosava i suoi interventi, senza mai essere troppo ingombrante, e in fondo riconoscendo al conflitto, anche quello familiare, un suo valore per la crescita.

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LITIGI IN FAMIGLIA TRA I BAMBINI –

Ho letto un saggio interessante (Gelosia, la malattia del desiderio. Edizioni Guanda), dove lo psicanalista francese Marcianne Blévis, soffermandosi proprio sulla gelosia tra fratelli, ci invita come genitori a non drammatizzare, a considerarla un sentimento del tutto normale e dunque a non reprimerla. Molto più utile, invece, alimentare la discussione in famiglia, magari attraverso il rito della cena insieme, non sentirsi mai giudice tra le parti e scavare con leggerezza nelle fonti del conflitto. A nessuno fa piacere sentirsi scavalcare da una fratello o da una sorella, non previsti, nella gerarchia degli affetti familiari. E queste liti in famiglia, se ci pensate bene, possono solo aiutare a crescere ciascuno nella propria identità, e con una bussola: la differenza tra le persone è sempre fonte di ricchezza e rende piena giustizia all’unicità della persona umana.

COME GESTIRE LITIGI TRA FRATELLI PICCOLI –

A me, come figlio, è andata bene. Nonostante le risse, gli scontri, i conflitti, negli anni tra fratelli abbiamo costruito un patrimonio di relazioni e di affetti che oggi condividiamo. Siamo diversi, molto diversi, e gelosi delle rispettive autonomie, ma siamo anche molto uniti, perfino complici nelle cose essenziali. E questo io lo chiamo amore. Da genitore, con due figlie femmine, il percorso è stato più complesso, e confesso che ancora oggi mi dispiace vedere le due ragazze litigare, magari per un vestito che non vogliono scambiarsi. Eppure ricordo bene, e cerco di applicare, la lezione di mia madre: lei aveva capito perfettamente che cosa significa crescere nella responsabilità e nella libertà. Anche con qualche lite.

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