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Come farsi capire e come evitare lo spreco di inutili incomprensioni

Perché siamo così spesso incapaci di comprendere i sentimenti, le necessità, e perfino il carattere degli altri? Anche delle persone che diciamo di amare. Una riflessione e un libro ci offrono risposte davvero sorprendenti.

Come farsi capire e come evitare lo spreco di inutili incomprensioni
Come farsi capire dagli altri
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COME FARSI CAPIRE DAGLI ALTRI -

L’incomprensione è all’ordine del giorno. Abbiamo dentro di noi una tendenza quasi istintiva a essere incapaci di comprendere sentimenti, necessità e perfino il carattere degli altri, anche delle persone che più amiamo. Forse è autodifesa, forse è indifferenza, forse è poca voglia si sforzarci: ma in ogni caso l’incomprensione è dietro l’angolo, pronta a guastare, a sprecare, i migliori rapporti umani, tra le singole le persone, e nelle collettività.

Una leva micidiale di questo meccanismo è quella che banalmente si definisce “mancanza di dialogo”, non a caso un’espressione considerata quasi un sinonimo di incomprensione. Già, il dialogo, ovvero la capacità di comunicare con gli altri. L’abilità del comunicare, del parlare e del farsi capire, non riguarda solo le tecniche del marketing, le ambizioni dei politici, o i fatturati delle aziende che puntano su un prodotto e tentano di farlo penetrare nel nostro cervello: no, riguarda anche i nostri rapporti più diretti e più vicini, gli affetti che appartengono alla sfera dei sentimenti più profondi. I nostri stili di vita. E dunque riuscire a farsi capire, scansare le premesse dell’incomprensione, significa vivere meglio.

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COME EVITARE LE INCOMPRENSIONI -

È uno dei paradossi del tempo contemporaneo: abbiamo sempre più mezzi, pensate alla tecnologia e all’uso dei social network, per fare self-marketing, ovvero propaganda sulla nostra persona, ma facciamo sempre più fatica a farci capire. Ovvero per quanto fatichiamo a dare una certa impressione di noi stessi, veniamo poi percepiti in modo molto diverso. Con possibili, disastrosi rischi. Una situazione tipica è quella di un uomo che la sera, a tavola, inizia a sbadigliare mentre mangia con la moglie, e lei immediatamente capisce che lui non vuole la sua compagnia. Magari però è solo stanco. Un altro caso è quando offriamo aiuto a un’altra persona, un collega di lavoro che si sente in competizione, che interpreta questo gesto come una mancanza di fiducia nelle sue possibilità. E non capirsi apre la strada agli equivoci, alle incomprensioni, ai conflitti. Ai rancori.

PERCHÉ È COSÍ DIFFICILE FARSI CAPIRE -

Ma dove nasce questa fatica nel capirsi? Heidi Grant Halvorson, psicologa sociale alla Columbia University, ha scritto un libro molto efficace intitolato Cosa fare se nessuno ti capisce, dove cerca di mettere in fila le principali cause di queste continue incomprensioni. In particolare mi hanno colpito due aspetti che si riferiscono proprio ai nostri comportamenti ed a un certo meccanismo del cervello. Il primo è “l’illusione della trasparenza”. E funziona più o meno così: siamo talmente convinti della nostra rappresentazione, e qui scatta la molla della presunzione, che non dedichiamo alcuno sforzo, e tantomeno tempo, a essere chiari e diretti con le nostre intenzioni in modo da ottenere un giudizio degli altri in sintonia con le aspettative. Giriamo attorno alla realtà, senza saperlo, e scivoliamo nella palude dell’illusione.

Il secondo meccanismo si chiama “effetto di priorità” e spiega perché sono le prime impressioni quelle che contano di più, le decisive. Ed a causa di questo effetto le informazioni che riceviamo nel corso dei primi incontri con una persona, anche un possibile fidanzato, influiscono poi in modo decisivo su come la vedremo anche in futuro. In pratica è come se il cervello semplificasse la percezione che elabora, con una certa resistenza a cambiarla.

COME FARSI ACCETTARE DAGLI ALTRI -

Che cosa possiamo fare per dare alle persone alle quali siamo interessati l’impressione che vogliamo? Come è possibile capirsi meglio, nel reciproco interesse? La Halvorson non elabora nel libro una particolare dottrina, ma indica la regola fondamentale per soddisfare bene il bisogno, quasi naturale, di essere capiti: la chiarezza. I messaggi, ed i relativi segnali, devono essere nitidi, espliciti e non limitarsi ad aspettare che l’interlocutore interpreti ciò che diciamo. Spesso non ha né tempo né voglia di provarci. E secondo le ricerche scientifiche le persone semplici da giudicare, più chiare nei loro messaggi, sono anche le più serene nella vita e le più soddisfatte delle loro relazioni umane.

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