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Squali in mare? Niente panico, uscite dall’acqua veloci ma calmi. E fate gruppo (foto)

Ricordate: gli squali attaccano raramente l’uomo. E le vittime nel mondo sono cinque all’anno. La nostra carne non gli interessa. Non assumete la posizione del morto, perché lo squalo percepisce il vostro campo magnetico

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COME EVITARE ATTACCO DI UNO SQUALO

Avvistare uno squalo nelle acque dei mari italiani non è un evento così raro. Solo pochi giorni fa i bagnanti del lido di San Foca, in Salento, hanno filmato tre squali a pochissimi metri dalla riva. Nel video si vede chiaramente uno degli esemplari molto vicino alla battigia, ad una distanza di circa 20 metri, mentre gli altri due squali si sono diretti subito verso il mare aperto. L’avvistamento ha ovviamente suscitato curiosità e paura tra le persone presenti in spiaggia, aprendo la stagione dell’allarme squali in Italia.

Ma come ci si comporta se si incontra uno squalo a mare? Quali sono le precauzioni da prendere? E le cose da non fare? Ecco le più importanti.

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CONSIGLI PER EVITARE ATTACCO DI UNO SQUALO

Niente panico. Dovete cercare di mantenere la calma assoluta. Non è semplice, sicuramente, viste le circostanze piuttosto particolari e tutta la letteratura che riporta alle tragiche aggressioni di questi animali, ma ricordate che gli squali attaccano raramente l’uomo e secondo le statistiche internazionali, le vittime di attacchi di squali nel mondo sono cinque l’anno.

Uscite dall’acqua. Ma fatelo senza agitarvi, perché qualsiasi movimento scomposto può essere percepito dallo squalo come una forma di vostra aggressione. Cercate di muovervi velocemente ma in maniera calma e silenziosa, non distogliendo lo sguardo dallo squalo che potrebbe attaccarvi alle spalle.

Fate gruppo. Se siete più di uno in acqua e scorgete la famigerata pinna all’orizzonte, raggruppatevi: per lo squalo un gruppo di persone è più intimidatorio di un nuotatore solitario.

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Affrontatelo. Nel peggiore dei casi, se lo squalo punta dritto su di voi, copritevi le spalle, per esempio con uno scoglio, oppure assumete una posizione di difesa spalla a spalla con un altro bagnante; in questo modo riducete i punti del corpo in cui lo squalo può attaccarvi. Se siete feriti fate attenzione a non fare scorrere il sangue che potrebbe attirarlo di nuovo.

Puntate al muso, agli occhi e alle branchie. Se vi trovate a largo e la spiaggia è molto lontana allora dovete difendervi, colpendo i suoi punti sensibili. Continuate a colpirlo in queste parti con qualsiasi oggetto avete a portata di mano, va bene anche una macchina fotografica subacquea, fino a quando non andrà via. Nel frattempo, potete urlare, fare delle bolle e qualsiasi cosa possa indurlo ad andarsene. Non assumete la posizione del morto, perché lo squalo percepisce il vostro campo magnetico e potrebbe attaccarvi.

Infine, quando avvistate uno squalo, è molto probabile che se ne andrà di sua spontanea volontà. Gli squali preferiscono altri generi di cibo alla carne umana e nella maggior parte dei casi vi lasceranno nuotare in pace per i fatti vostri. Se invece, siete voi a catturare uno squalo, durante un’uscita a pesca, liberatelo subito in mare. Nelle acque di tutto il mondo ci sono circa 400 specie di squali a rischio estinzione a causa della pesca intensiva. E in questo caso sono gli squali ad essere in pericolo e non noi.

(Credits video: Youtube)

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