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Come avere un buon clima in ufficio: le dieci regole

Dare e ricevere feedback, imparare a "colpire" la funzione e non la persona, motivare attraverso i complimenti e non con le critiche: sono solo alcuni suggerimenti pratici e concreti per rendere il clima più sereno e produttivo sul posto di lavoro

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COME VIVERE BENE IN UFFICIO –

I nostri malumori, lo stress, le tensioni che poi scarichiamo in famiglia, molto spesso nascono e covano nei luoghi di lavoro. Dove non c’è un buon clima e dove le relazioni stentano a crescere: si produce male, e si sta ancora peggio.

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Trascorriamo in ufficio la maggior parte della nostra giornata: mantenere con i colleghi un clima di serenità e cooperazione non è solo fondamentale per la nostra sopravvivenza ma anche per la qualità della vita. Per non sprecare tempo in discussioni, incomprensioni e fraintendimenti ci viene in aiuto il “Decalogo per avere un buon clima in ufficio” illustratoci da Gennaro Galdo, socio fondatore e direttore generale dell’Isppref (l’Istituto di Psicologia e Psicoterapia Relazionale e Familiare) e Presidente della sezione Mediazione e Counselling per “non sprecare una delle risorse più preziose che abbiamo: le risorse umane”.

Questo decalogo è parte di un più ampio progetto formativo che ha come obiettivo quello di far riscoprire ad ognuno le sue risorse interne e renderlo capace di assolvere i suoi compiti con la minor fatica e la maggiore gratificazione possibile.

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COME ANDARE D’ACCORDO CON I COLLEGHI DI LAVORO –

1) Sorprendi il tuo collaboratore, collega di pari grado, subordinato o sovraordinato che sia mentre fa qualcosa di buono. La nostra educazione è ispirata al senso critico e ci motiva a fare attenzione più agli errori che alle buone prestazioni nostre e altrui: ma il gesto di motivare qualcuno lo si fa soprattutto attraverso le lodi, piuttosto che con i rimproveri.

2) Considerati come parte di un insieme le cui qualità non derivano dalla somma delle qualità delle parti che lo costituiscono. I sottosistemi aziendali costituiscono un insieme le cui proprietà non sono prevedibili a partire dalla semplice somma delle proprietà delle parti che li costituiscono, esattamente come idrogeno e ossigeno sono due gas infiammabili ed esplosivi, che quando si legano tra loro danno luogo a una sostanza liquida, l’acqua, che serve tra l’altro a spegnere gli incendi.

3) In un grande gruppo prevalgono le dinamiche di clan o di sotto gruppi: valorizzarli dopo averli individuati.

4) I gruppi, come tutti i sistemi viventi, tendono ad auto-ripararsi. E’ necessario aiutare la natura a fare il suo corso. Finchè viviamo ci autoripariamo. Se spezziamo la gamba a una sedia di legno, ci vorrà un falegname che la ripari con mezzi esterni (colla, legno, chiodi, strumenti). Se ce la spezziamo noi, l’ortopedico aiuterà la natura a fare il suo corso, ingessando l’arto e somministrando farmaci che aiutino il nostro organismo. Quando questo sistema di autoriparazione non funziona nessun ortopedico può essere efficace.

5) Impara a rimproverare l’altro rispettando la persona e attaccando la funzione. Talvolta è utile e necessario sorprendere l’altro mentre sbaglia. Per rimproverare con efficacia è necessario essere immediati, circostanziati, brevi, e concludere ricordando gli aspetti positivi della persona che rimproveriamo.

6) Usa l’ironia per sdrammatizzare. Una volta nell’istituzione nella quale sono state scritte queste regole scoppiò un incendio devastante. Nel bel mezzo dei lavori di riparazione (costati centinaia di migliaia di euro) il presidente commentò “N’COPPE AVIMM APPICCIAT ABBASC ARAQQUAM”. “Nel piano di sopra abbiamo incendiato nel piano di sotto (dovremo) allagare”.

7) Stabilisci obiettivi smart con i tuoi colleghi: per essere efficaci è noto che gli obiettivi che proponiamo agli altri e a noi stessi devono essere: specifici, misurabili, attendibili, rilevanti, traducibili in un iter con tappe distinte e temporalizzate (crono programma).

8) Scegliti obiettivi sfidanti: gli obiettivi che ci scegliamo nei diversi contesti dove operiamo (lavorativo,amicale,familiare etc). L’ideale è che siano sufficientemente difficili ma non impossibili.

9) Nelle situazioni di crisi comportati secondo l’aforisma: il coraggio è l’eleganza nella difficoltà. Aumentare l’emotività espressa, l’ipercriticismo e l’invischiamento rende più pericolose situazioni già difficili.

10) Fai attenzione a ricevere feedback e a restituirli nell’interlocuzione con i colleghi a qualunque livello. Comunicare significa soprattutto dare e ricevere informazioni che necessitano di restituzioni e/o di retroazioni.

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