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Coca Cola alla marijuana per gonfiare i ricavi della multinazionale. Ma voi la dareste mai da bere a un vostro figlio (foto)?

Le vendite di bevande zuccherate del colosso americano sono in calo da 12 anni. Il salutismo sta avanzando anche nel mercato del beverage. E allora la Coca Cola tenta la carta sporca della cannabis. Ma sono già pronte anche birre e whisky

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COCA COLA ALLA CANNABIS

Ci mancava solo la Coca Cola alla marijuana per non farci mancare nulla sul fronte delle cose che possono rovinare la salute senza motivo, se non l’interesse di un grande gruppo industriale. Le vendite di bevande zuccherate e gasate in America, e non solo, sono in calo dal ben 12 anni consecutivi. Prosegue l’onda lunga salutista, i consumatori hanno capito che le bevande zuccherate fanno male e preferiscono altri prodotti.

Per questo motivo i vertici della Coca Cola stanno battendo più piste. Tè, acque con vitamine e aromi, acqua di cocco, e la multinazionale americana è entrata a gamba tesa perfino nel settore del caffè, acquistando la catena Costa Coffee per 5,1 miliardi di dollari. Un investimento enorme, che fa capire la gravità della situazione di Coca Cola e le sue contromosse sul mercato.

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COCA COLA ALLA MARIJUANA

Ma per sfondare, recuperare fatturato e profitti, Coca Cola ha bisogno di qualcosa di più sexy per il mercato e per i consumatori giovani, e così ha deciso di produrre, con la società canadese Aurora, bibite alla cannabis. Per dare un’idea degli interessi in gioco, appena la notizia dell’accordo si è sparsa, le azioni di Aurora sono volate del 23 per cento.

Che cosa ci sia di salutista in una Coca Cola con marijuana è un mistero per la nostra fantasia. Le uniche cose che abbiamo capito sono due. La prima: Coca Cola è in crisi per il crollo delle vendite di bevande gassate, che non fanno bene, e corre ai ripari giocando sul tavolo sporco della cannabis, molto più pericolosa. Anche se la multinazionale si è subito premurata di avvisare che l’ingrediente a basa di marijuana nelle sue lattine non sarebbe psicoattivo. Cosa che non significa nulla, e non offre alcuna garanzia né sui possibili danni né sugli effetti di dipendenza che andrebbe a creare.

La seconda cosa chiara è questa: con la scusa della cannabis a scopo terapeutico e come antidolorifico, sta passando nel mondo, e non solo in America, una gigantesca speculazione commerciale. Largo alla cannabis anche nel settore del beverage, a tutto campo. È già pronta la birra alla cannabis, targata Corona, e sono in arrivo una serie di bevande con marijuana nel catalogo del colosso Heineken. A qualcosa del genere sta pensando il produttore di birre canadese Molson Coors e anche i titolari del brand del whisky, Johnny Walker.

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COCA CANNABIS

Chi può fermare questa follia? In America si annuncia un veto governativo, ma le multinazionali delle bevande alla cannabis sperano in Trump e nella sua politica liberista per aprirsi un varco tra i vari stati del paese: otto, infatti, hanno già legalizzato la cannabis, e quindi qui non sarà difficile ottenere il via libera per la vendita di bevande con marijuana. E in Italia? Speriamo che il governo, a partire dal ministero della salute, dia un segnale chiaro e forte per bloccare il nostro mercato a questi sciagurati prodotti. L’argomento è semplice: quale genitore sarebbe favorevole e contento nel vedere un figlio che beve Coca Cola con marijuana? La risposta è una sola: nessuno. E allora, non cadiamo in questa tentazione firmata Coca Cola e se loro dovessero insistere, evitiamo di acquistare qualsiasi prodotto con questo marchio.  

(Credit immagine di copertina: Mahathir Mohd Yasin / Shutterstock.com)

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