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Cina, riso al cadmio

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di Alessandro Carlini

L’inquinamento della Cina ha raggiunto livelli talmente devastanti che il 10% del riso raccolto nel Paese risulta contaminato da metalli pesanti dispersi nell’ambiente, conseguenza della rapida e incontrollata crescita industriale.
Secondo il magazine
New Century alcuni studi scientifici hanno provato che da anni nell’alimento base dei cinesi finiscono sostante tossiche, tra cui il pericoloso cadmio.
Tutto questo senza che sia stato lanciato l’allarme alla popolazione. «Questi metalli pesanti tossici si sono diffusi nell’aria e nell’acqua, inquinando una larga superficie del territorio», ha spiegato la rivista, sottolineando che «da diversi anni è in corso una grave contaminazione alimentare».
LA PROVINCIA CONTAMINATA. Tra tutti i cereali, il riso – di cui in Cina sono prodotte 200 milioni di tonnellate all’anno – ha la caratteristica di assorbire con facilità il cadmio contenuto nell’acqua di irrigazione che arriva nelle delle risaie dopo aver attraversato le miniere di piombo, rame e stagno. Si tratta di una sostanza tossica e cancerogena, che si accumula nel corpo umano nel corso della vita, causando malattie a reni, ossa e fegato.
Le conseguenze di questa contaminazione sono già visibili in alcune regioni della Cina, fra cui quella di Guangxi, in cui molti contadini del villaggio di Sidi da anni sono afflitti da strane malattie alle gambe.
Le autorità hanno negato che ci sia un collegamento fra le patologie e l’inquinamento. Ma condizioni molto simili si trovano nelle altre province della regione dove più alto è il consumo di riso. Molti contadini pur essendo consapevoli che mangiando il riso che producono possono facilmente ammalarsi, non possono farne a meno: a causa della loro povertà, acquistarne di non inquinato sarebbe troppo costoso.