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I 14 cibi più pericolosi del mondo. Arrivano anche in Italia da Cina, India e Turchia

Filetti di acciughe con istamina, uova contaminate con fipronil, merendine con all’interno un chiodo: possiamo sentirci sicuri quando andiamo a fare la spesa al supermercato? Ecco tutto quello che c’è da sapere e la black list sui cibi pericolosi da non portare in tavola.

I 14 cibi più pericolosi del mondo. Arrivano anche in Italia da Cina, India e Turchia
Cibi pericolosi per la salute
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CIBI PERICOLOSI PER LA SALUTE

L’ultimo caso è quello del lotto di filetti di acciughe in olio di oliva ritirato dagli scaffali di una nota catena di discount perché contenenti livelli molto elevati di istamina, una sostanza che può provocare mal di testa, arrossamenti, prurito, nausea e vomito. Ma tra gli alimenti recentemente ritirati dai supermercati italiani rientrano anche una nota marca di spinaci surgelati sospettati di contenere mandragola, allerta poi rientrata e alcuni lotti di uova accusati di contenere fipronil, un insetticida presente negli antiparassitari per animali.

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CIBI PERICOLOSI

Come rileva Il Fatto alimentare, sono oltre mille gli alimenti che ogni anno vengono ritirati nei supermercati italiani proprio perché ritenuti potenzialmente pericolosi: nell’80 per cento dei casi si tratta di prodotti ritirati a causa di difetti di imballaggio o errori di etichettatura, il restante 20 per cento invece riguarda alimenti che possono costituire un rischio per la salute a causa di allergeni non dichiarati in etichetta, sostanze pericolose come nel caso dell’istamina e del fipronil, batteri o addirittura corpi estranei. È di qualche giorno fa il caso della donna di Sesto Fiorentino che, dopo aver morso una merendina confezionata della linea senza glutine di una nota marca, si è accorta che nell’alimento c’era un chiodo. Un rischio altissimo quello a cui è andata incontro la donna che ha subito allertato l’ufficio consumatori della ditta produttrice che, a sua volta, ha ritirato le confezioni in vendita all’interno del supermercato di Sesto Fiorentino e tutte le merendine del lotto incriminato.

ALIMENTI PERICOLOSI PER LA SALUTE

Possiamo quindi sentirci sicuri quando andiamo a fare la spesa al supermercato? La situazione è decisamente migliorata nel corso degli ultimi anni e oggi la maggioranza delle imprese alimentari e delle catene della grande distribuzione ha, sul proprio sito internet, una sezione dedicata alle allerte alimentari. Trovate inoltre tutte le indicazioni sui prodotti alimentari ritirati in Italia sul portale del Ministero della Salute mentre sull’apposita  sezione prevista sul portale della Commissione Europea (Rasff – Sistema di allerta rapido europeo ) vengono elencati tutti gli alimenti ritirati nei supermercati di tutta Europa proprio perché potenzialmente pericolosi.

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CIBI DA EVITARE

Ed è proprio in base ai dati dell’ultimo rapporto del Sistema di allerta rapido europeo (Rasff) che la Coldiretti ha pubblicato una classifica dei 14 cibi più pericolosi del mondo a causa della presenza di residui chimici, tossine, metalli pesanti, additivi o altre sostanze potenzialmente pericolose.

In particolare, come rileva Coldiretti, sono ben 2.925 gli allarmi scattati nell’Unione Europea: la Turchia il paese con il maggior numero di notifiche per prodotti non conformi (276). Segue la Spagna (171), paesi con cui l’Italia intrattiene fiorenti scambi commerciali che riguardano quindi anche i prodotti più a rischio. Nel 2016 ad esempio, abbiamo importato dalla Spagna 167 milioni di chili di pesce con un aumento del 5 per cento nel primo semestre del 2017 e quasi 2 milioni di pistacchi, 3 milioni di fichi secchi e 25,6 milioni di chili di nocciole dalla Turchia. E proprio nei fichi secchi è stata rilevata una rilevante presenza di aflatossine, sostanze classificate come cancerogene anche dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

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BLACK LIST ALIMENTI PERICOLOSI COLDIRETTI

Ma vediamo nel dettaglio la black list stilata dalla Coldiretti, e soprattutto cosa contengono questi alimenti che possono costituire un pericolo per la nostra salute:

  • Pesce dalla Spagna (96) – metalli pesanti in eccesso come mercurio e cadmio
  • Dietetici/integratori da USA (93) – ingredienti e novel food non autorizzati
  • Arachidi dalla Cina (60) – aflatossine oltre i limiti
  • Peperoni dalla Turchia (56) –  pesticidi oltre i limiti
  • Pistacchi dall’Iran (56) – aflatossine oltre i limiti
  • Fichi secchi dalla Turchia (53) – aflatossine oltre i limiti
  • Carni di pollo dalla Polonia (53) – contaminazioni microbiologiche (salmonella)
  • Nocciole dalla Turchia (37) – aflatossine oltre i limiti
  • Arachidi dagli USA (33) – aflatossine oltre i limiti
  • Pistacchi dalla Turchia (32) – aflatossine oltre i limiti
  • Peperoncino dall’India (31) – aflatossine e salmonella oltre i limiti
  • Albicocche secche da Turchia (29) – solfiti oltre i limiti
  • Noce moscata da Indonesia (25) – aflatossine oltre i limiti, certificato sanitario carente
  • Carni di pollo dai Paesi Bassi (15) –  contaminazioni microbiologiche

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SICUREZZA ALIMENTARE IN ITALIA

Per quanto riguarda invece il nostro Paese, come spiega Coldiretti, l’agricoltura italiana è la più green d’Europa con ben 292 prodotti a denominazione di origine (Dop e Igp), divieto di utilizzo di Ogm e un numero di aziende agricole biologiche sempre più in crescita. Un traguardo importante testimoniato dalla classificazione del nostro Paese al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,5 per cento) una quota inferiore di 3,2 volte alla media UE (1,7 per cento) e ben 12 volte a quella dei Paesi terzi (5,6 per cento).

CIBI CANCEROGENI E PERICOLOSI

Grazie alle nuove regole sulle etichette e l’estensione dell’obbligo di indicare la provenienza del riso e del grano impiegato nella sono stati fatti notevoli passi in avanti sulla strada della sicurezza alimentare: c’è ancora però tanto da fare. Non dimentichiamo infatti che ancora oggi sono tanti i prodotti della spesa che rimangono anonimi, dai succhi di frutta ai salumi fino al concentrato di pomodoro.

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