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Più fontanelle in città, e latte in vetro. La guerra di Londra contro la plastica

Apertura delle prime venti casette dell'acqua nella capitale inglese. Incentivi alle aziende che eliminano le bottigliette di minerale dalle mense. Latte in vetro, con consegna a domicilio.

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CASE DELL’ACQUA

Più acqua del sindaco, meno bottigliette di minerale. Più confezioni di vetro per il latte e meno confezioni di plastica. Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, prova a prendere di petto la battaglia contro la plastica, con provvedimenti che avranno un impatto immediato sugli stili di vita dei londinesi.

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FONTANE PER ACQUA E LATTE

Il primo riguarda la costruzione di venti casette dell’acqua dove i cittadini potranno rifornirsi portando da casa i contenitori. Se l’esperimento funzionerà, l’amministrazione londinese ha intenzione di moltiplicare questo tipo di rifornimento in tutto il territorio. Allo stesso tempo, alle aziende che introdurranno fontane per l’acqua da distribuire ai dipendenti, andranno incentivi e aiuti.

LATTE IN VETRO

Per quanto riguarda il latte, il piano del sindaco è un “ritorno al passato”. Fino al 1975, infatti, il 95 per cento delle confezioni del latte acquistato dai londinesi erano di vetro. Adesso siamo crollati al 3 per cento. Per invertire la tendenza, l’obiettivo è di distribuire con le ronde, e con consegne a domicilio, fino a 1 milione di confezione di latte.

Visti da vicino, questi provvedimenti hanno un segno molto chiaro. La lotta alla plastica non si fa, come nel caso della tassa sui sacchetti bio in Italia, introducendo nuovi balzelli sulle spalle dei consumatori. Al contrario, si mettono in campo incentivi, molto concreti. E qui sono evidenti. Nel caso dell’acqua, come nel caso delle nuove confezioni del latte, ci sarà un doppio vantaggio per i risparmiatori. Meno costi, e dunque risparmio, e meno rifiuti da smaltire, e quindi ambiente più pulito.

PER APPROFONDIRE: Acqua del rubinetto, la bevono due italiani su tre. E lasciano la plastica

CASETTE DELL’ACQUA IN ITALIA

Sono provvedimenti che in Italia non dovremmo avere difficoltà ad imitare. Sulle casette dell’acqua il nostro paese è già molto avanti, ne abbiamo diverse in tutte le regioni e alcune anche con una bella architettura. Peccato che a Roma, per esempio, le fontanelle con l’acqua del sindaco invece di moltiplicarle siano state in parte chiuse, per ridurre i consumi in seguito alla siccità. Tra l’altro scommettere sull’acqua pubblica per ridurre l’uso di bottigliette di plastica di minerale, significa anche lavorare per eliminare un altro spreco scandaloso del nostro sistema: le perdite della rete idrica, ridotta a un colabrodo. Perdite che superano il 50 per cento dell’acqua nelle regioni meridionali.

Anche sull’uso del vetro l’Italia può fare bene la sua parte. Ricordo le bottiglie del vecchio latte Berna, rigorosamente in vetro. Un’industria sulla quale siamo avanzati, abbiamo un ottimo marchio made in Italy. Perché non spingerla per ridimensionare la plastica?

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