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Come un albero, la casa museo che racconta la vita delle persone disabili e delle loro famiglie (foto)

Un tema specifico in ogni stanza. Un percorso che vi aprirà la mente attraverso testimonianze e storie. Qui potrete posare lo sguardo sulle persone con disabilità

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CASA MUSEO COME UN ALBERO

Dimenticate, per un momento, l’idea di un museo tradizionale. Qui il biglietto non si paga e non sono esposte opere, o almeno non proprio.  Si percepiscono, invece, le complicazioni e le emozioni della vita, con uno sguardo sulle persone disabili.

Stiamo parlando dell’associazione “Come un albero“, che si occupa di persone con disabilità in un’ottica di inclusione. Direttore scientifico di questa iniziativa è Stefano Onnis, dottore di ricerca in Etnoantropologia e responsabile del Progetto “Disabilié!”, un gruppo musicale composto da operatori e utenti con disabilità intellettiva.

“Come un Albero è stata fondata nel 2004, a Roma. Da subito l’obiettivo principale era quello di occuparci degli aspetti comunicativi legati alla disabilità, ma non da un punto di vista (solo) teorico. Dopo qualche tempo abbiamo ricevuto un regalo inaspettato da parte di una nostra socia: un locale nel Municipio II con il vincolo (morale) di realizzare una sala da the coinvolgendo persone con disabilità intellettiva. La donatrice ci ha fatto questo regalo in punto di morte, e purtroppo non ha potuto vedere che piano piano siamo riusciti a concretizzare la sua idea” racconta Onnis. 

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COME FUNZIONA COME UN ALBERO

L’idea di una casa museo è nata dalla sua tesi di dottorato che aveva per oggetto lo sguardo comune e le rappresentazioni culturali sulla disabilità. Ha voluto quindi dare concretezza alle azioni che ricadono nel quotidiano delle persone con disabilità e dei loro familiari.

Per questo motivo ad ogni azione è stata collegata la stanza di una casa ideale. La sede è infatti organizzata come un vero e proprio appartamento. C’è anche un accogliente angolo bar con in mostra tisane, focacce e torte fatte in casa: un progetto di inserimento lavorativo frutto di un lungo percorso, che oggi impiega sei persone disabili.

In particolar modo ogni stanza sarà dedicata a uno specifico focus tematico legato al concetto di disabilità: gli sguardi all’ingresso, le parole nel soggiorno, i gesti nella sala da pranzo, le narrazioni in cucina, le pratiche di inclusione ed esclusione nella stanza da bagno, il tempo nella camera da letto.

PER APPROFONDIRE: I disabili? Li abbiamo abbandonati nelle mani delle famiglie, delle solite donne e dei volontari

“Nella Casa Museo”, spiega Onnis, “sarà presente anche una collezione da esporre ai visitatori la cui particolarità sarà quella di non essere composta da beni materiali, come nei classici musei, ma da beni immaterialistoriefonti oralinarrazioni sulla/nella disabilità. Si tratta di fonti e documenti che alcuni ricercatori afferenti all’Associazione Come un Albero, stanno raccogliendo da diversi anni per costituire un primo archivio di fonti orali sulla disabilità».

Insomma, si tratta di un percorso che permette di far vedere il ruolo che lo sguardo di tutti noi può avere sulla vita di alcune persone. La Casa Museo propone una ricca programmazione di incontri e attività aperte a tutti e per tutte le età: visite didattiche per le scuole, incontri culturali, laboratori ludico-creativi per bambini, corsi, laboratori e incontri di cucina per adulti e anziani.

(Tutte le immagini sono state prese dal sito internet di Come un albero)

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