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Bonus mamma dal 1° gennaio, nuova fregatura per le donne. È legge, ma nessuna lo ha avuto

Dovrebbe coprire le spese più importanti per la nascita di un bebè, dal passeggino al pannolino, di ben 750mila neo-madri. Quante hanno incassato il bonus? Nessuna. Legge sbagliata, burocrazia che non funziona: l’unica cosa certa è che i soldi ci sono ma non arrivano. E intanto le mamme sprecano tempo e soldi parlando con i call center per chiedere il bonus.

Bonus mamma dal 1° gennaio, nuova fregatura per le donne. È legge, ma nessuna lo ha avuto
Bonus mamma domani
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BONUS MAMMA DOMANI –

Quando si tratta di fregare le mamme italiane siamo davvero imbattibili. Salvo poi riempirci la bocca di un fiume di retorica sugli aiuti alla famiglia, alle donne, alle madri, a milioni di donne alle quali puntualmente si promette qualcosa che non arriva. Una fregatura, appunto.

Una legge nazionale, dopo interminabili discussioni, già da molto tempo ha introdotto il bonus Mamma domani che doveva andare a finire nelle tasche delle neo-mamme dal 1° gennaio 2017. E quante sono le giovani madri che hanno beneficato di un contributo di 800 euro (quindi una volta tanto non si parla di bruscolini…) per la loro maternità? Zero assoluto. Nessuna mamma italiana, nonostante una valanga di richieste all’immancabile call center messo in piedi per l’occasione, ha ricevuto un euro. E nessuna mamma è in grado di sapere se e quando ciò avverrà.

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BONUS MAMMA DOMANI 2017 –

Il bonus, ricordiamolo, copre spese vive e vere. Quelle che incidono sul budget delle famiglie fino poi a impoverirle, quando le entrate sono scarse. Costo degli esami pre-parto, farmaci, passeggini, culla, vestitini, latte in polvere, pannolini. Le prime necessità di un bebè. Fatta la legge, con la firma del solito ministro pro-famiglia di turno, in questo caso Enrico Costa, e con le solite trombe ad annunciare la «rivoluzione per le mamme italiane», subito si è trovato l’inganno. A spese delle mamme, con uno spreco enorme di risorse, di opportunità, di tempo. E anche di speranze, e quindi di vita vera: pensate che la potenziale platea di questa legge Mamma domani (verrebbe da dire: intanto oggi la state calpestando) è pari a 750mila famiglie, con uno stanziamento (soldi messi in bilancio e quindi non virtuali) di 600 milioni di euro l’anno.

Mentre le mamme chiamano il call center, e ricevono risposte generiche, se non inviti espliciti a rinunciare al bonus, ancora non si capisce bene dove nasce questo incredibile ritardo, e questa beffa così insopportabile. L’esecuzione della legge, con la materiale erogazione del bonus, spetta all’Inps, e l’istituto di previdenza ha pensato bene di mettersi a firmare e sottoscrivere diverse circolari di attuazione della legge. Poi, al momento di pagare i soldi a chi spettano, ha tirato fuori la storia che in realtà la legge è incompleta, mancano alcuni dettagli essenziali, e quindi complicata da attuare.

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BONUS MAMMA DOMANI INPS –

Nel gioco a rimpiattino tra governo e Inps a rimetterci saranno sicuramente le donne e in particolare le mamme, su questo non ci piove. È l’unica certezza che abbiamo, oltre al fatto che nessuno, ripeto: nessuno, né a livello politico né a livello burocratico, dovrà rendere conto di questa sciagurata applicazione di una legge dello Stato.

E sapete il motivo per il quale comunque le donne-mamme saranno fregate? È semplice. Ammesso che in pochi mesi l’Inps dovesse riuscire finalmente ad attuare la legge ed a sbloccare la distribuzione del bonus, si è intanto creato un ingorgo infernale di richieste, che ovviamente vanno esaminate e valutate. E quindi ci sarà un’attesa interminabile per avere un bonus che all’estero, in qualsiasi paese civile, erogano in poche settimane, se non in pochi giorni. Senza predicare ogni mattina la tutela della donna, della mamma e della famiglia. Ma praticandola, con efficacia e responsabilità.

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