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La noia aiuta a pensare (Gillo Dorfles)

Di solito viene abbinata a pensieri tristi, alla malinconia e perfino alla depressione. Non è così. In realtà la noia è un’energia positiva che aiuta a creare. «La culla della fantasia» secondo la definizione della studiosa Teresa Belton

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BENEFICI NOIA

Non dobbiamo avere paura della noia. E non dobbiamo confonderla con alcune patologie della psiche, come la depressione, la malinconia, la mancanza di desideri. La noia è vitale. A dirlo in modo chiaro e forte, recentemente, è stato un personaggio che davvero se ne intende: Gillo Dorfles, 106 anni, nell’intervista pubblicata nel libro Non ho l’età (edizioni Guru), scritto da Giangiacomo Schiavi e Carlo Vergani.

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EFFETTI BENEFICI NOIA

Dice Dorfles: «Il nostro tempo dipende da noi, tutti i momenti della nostra vita o sono troppo lenti o sono troppo veloci. La noia invece ha un aspetto molto positivo, favorisce i pensieri laterali, e quindi aiuta a pensare». Questa teoria, descritta sulla base della propria esperienza, in realtà è coerente con diverso studi scientifici che confermano il valore della noia.

NOIA AIUTA A PENSARE

In particolare, Teresa Belton, scienziata inglese esperta in problemi dell’apprendimento, è una delle persone che più ha studiato gli effetti della noia sull’attività umana. Fin dall’infanzia. E ha definito la noia come «la culla della fantasia».

GILLO DORFLES

Annoiandosi, infatti, l’uomo si libera dalle ossessioni del presentismo, abbandona il pensiero a una circolarità creativa, non ha il limite di una scadenza, di uno stress, di una compulsione legata al quotidiano. Ecco perché, tornando a Dorfles e alla sua esperienza, la noia riesce anche ad allungare la vita. Più siamo creativi, più siamo liberi di espandere sentimenti e pensieri, più il nostro cervello ci accompagna e ci illumina nel buio dell’età che avanza. Conclusione: annoiatevi, come e quando è necessario.

La foto è tratta dalla pagina Facebook GILLO DORFLES

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