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Batterio mangia-plastica, forse sarà la salvezza dei nostri mari

Divora tutti i resti di Pet, grazie soltanto all’azione di due enzimi molto preziosi. Il batterio è stato scoperto in una università giapponese e ha già ricevuto la benedizione della rivista «Science»

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BATTERIO MANGIA PLASTICA –

Gli studi e le diverse ricerche continuano a fare progressi molto interessanti sugli strumenti che si possono utilizzare per eliminare i rifiuti di plastica, che hanno tempi di smaltimento biblici e intanto stanno distruggendo l’ecosistema dei nostri mari e delle nostre spiagge. L’ultima scoperta arriva dal Giappone, ed è molto promettente per le sue possibili applicazioni, come scrive la rivista Science presentando i contenuti di questa novità.

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INQUINAMENTO MARINO –

Si tratta di un batterio, già battezzato con il complicatissimo nome “Ideonella sakaiensis”, che riesce a mangiare, anzi: a divorare, la plastica attraverso due enzimi.

La scoperta è avvenuta attraverso il lavoro di un team di ricercatori del Kyoto Institute of Technology , guidati dal professore Shosuke Yoshida: in pratica, il batterio è golosissimo di PET, il resistente materiale di plastica con il quale si fanno tappi e bottigliette. Con una produzione annua di 50 milioni di tonnellate.

In attesa che la scienza ci salvi dall’invasione della plastica, però dobbiamo interrogarci sui nostri stili di vita. Le ultime indagini in Italia dicono che il 95 per cento dei rifiuti nel mare e sulle spiagge risalgono alla pessima abitudine di gettare avanzi di plastica. Possiamo smetterla, senza aspettare il batterio giapponese mangia-plastica?

PER APPROFONDIRE: Conseguenze della plastica in mare

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