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Basta poco (ma di qualita’). La crisi cambia il wine style

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Meno sprechi, più sobrietà, e innanzitutto buon senso: anche l’universo dell’enologia è attraversato da tempo dalla ricerca di una via più virtuosa e responsabile ai consumi. La Grande Crisi, ancora in corso, ha spostato verso l’alto l’asticella della qualità, specie in rapporto al prezzo dei prodotti, e ha orientato tutte le aziende egli eno-appassionati a ridurre sprechi ed esagerazioni. Perfino nei riti delle degustazioni che talvolta erano diventati fin troppo teatrali.

Lungo questa frontiera è appena arrivato in libreria un testo prezioso (Basta Poco, edizioni Einaudi), firmato da Antonio Galdo, giornalista e scrittore che da tempo si dedica ai temi dell’ambiente, dell’ecologia, dei nuovi stili di vita (ha cominciato qualche anno fa con un altro saggio einaudiano “Non sprecare”, da cui è nato il sito-cliccatissimo- www.non sprecare.it).

“Il cambiamento è già in atto – dice Galdo a Tre Bicchieri – e traduce la recessione in una straordinaria opportunità per correggere squilibri altrimenti insostenibili”. Un intero capitolo del libro è dedicato agli sprechi ed ai nuovi stili di vita nel settore dell’alimentazione. Con un punto di partenza molto efficace come fotografia del mondo globale: con una perfetta simmetria , negli ultimi venticinque anni, sono cresciuti gli abitanti del pianeta che soffrono e muoiono di fame e quelli che invece devono guarire dalle conseguenze dell’obesità. Un miliardo di uomini e donne, in entrambe le categoria: due epidemie parallele. Il libro di Galdo è uno strumento prezioso per tutti gli attori del sistema dell’enogastronomia (tra l’altro contiene la storia di chef famosi come il mitico Fabio Picchi del ristorante Il Cibreo di Firenze, autore anche lui di libri sulla sostenibilità

ambientale in cucina, che realizzano le loro ricette con gli avanzi) e aiuta a capire che cosa ci aspetta, non solo in economia, nei prossimi anni.