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Voglia di gemelli, è esplosa una strana moda per spingere l’industria della fecondazione

In America i parti gemellari sono raddoppiati negli ultimi trent'anni. E anche in Italia c'è il boom. La nuova tendenza nasce dalle coppie di divi di Hollywood, ma è spinta dalle fabbriche per i trattamenti per la fertilità di donne in età avanzata

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AVERE DEI GEMELLI

In America le mode sulla famiglia partono dalle foto dei divi di Hollywood, il luogo dove la famiglia è calpestata per antonomasia. Sono i vezzi della società dell’immagine che ha sempre bisogno dello scalpo di un divo sul quale appiccicare una nuova tendenza. Adesso tocca ai gemelli, alla voglia di “twins”. Li hanno avuti George Clooney e Amal, Brad Pitt e Angelina Jolie, e allora perché non desiderarli tutti?

La tendenza è stata immediatamente avvolta nell’alone del fascino. Così giornali e rotocalchi televisivi sono imbottiti dei racconti di genitori felici per essere riusciti a fare i gemelli. Affascinano, sono strabilianti, commuovono. E, guarda caso, sono perfetti per la pubblicità in formato Mulino Bianco. Risultato: secondo i dati della Society for Assisted Reproductive Technology, nell’ultimo trentennio i parti gemellari in America sono quasi raddoppiati. Erano, nel 1980, 1 ogni 53; sono diventati, nel 2015, 1 ogni 30. E anche in Italia i parti gemellari sfiorano il 2 per cento del totale.

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MODA DEI GEMELLI

Inutile dire che la moda prescinde dalle reali esigenze e dalle possibilità di una famiglia. Non tutti hanno i budget dei divi di Hollywood e l’arrivo dei gemelli non solo può creare un buco nella gestione familiare, ma può anche cogliere impreparati i genitori. Gratta gratta, dietro questa moda, questo desiderio collettivo di famiglie con gemelli, non c’è tanto un nuovo e più solido istinto familiare. No, c’è un’industria che si muove a passo militare con i suoi interessi e la sua filiera: l’industria della procreazione mediamente assistita.

In questi centri, diffusi a macchia d’olio in tutti gli Stati Uniti, gli interventi e i trattamenti sono, in media, 2mila l’anno, con pazientiate nel 53 per cento dei casi hanno un’età superiore ai 40 anni, quindi sono al limite della soglia oltre la quale non è più possibile avere figli. E con le bombe che arrivano attraverso i trattamenti di fertilità, in tanti casi arrivano anche i gemelli. Monozigoti, due bambini praticamente identici, in quanto nati da un singolo ovulo; oppure eterozigoti, con i gemelli che arrivano da due ovuli, e sono per questo definiti gemelli-fratelli. Perfino questa differenza viene inclusa nel pacchetto “tutto compreso” che porta il cliente-consumatore, non più la persona, a esaudire il suo desiderio di gemelli. Con tanto di prodotti e di cibi da selezionare per favorire il buon risultato del trattamento. ed è un altra voce del fatturato da voglia di “twins”.

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